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Umbria, il grido d'allarme di Cna: "Le imprese rischiano il collasso"

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 I rincari di prodotti energetici e materie prime pesano ancora di più sulle spalle dei piccoli artigiani che hanno scarso potere contrattuale e non riescono a scaricare sui clienti gli aumenti. “Così chiudiamo”, è il grido d’allarme che arriva dall’incontro promosso dalla Cna Umbria con i parlamentari e gli amministratori del territorio. Gli artigiani sollecitano una politica con la P maiuscola in grado di garantire aiuti concreti e immediati. 

 

 

 


L’evento, moderato dal giornalista Giuseppe Castellini, si è svolto ieri mattina al Quattrotorri di Ellera di Corciano. Un momento di confronto tra imprese e rappresentanti della politica per trovare insieme delle risposte a una fase che è stata definita “drammatica” per l’intera economia. Ad aprire i lavori, dopo il saluto in teleconferenza del presidente dell’associazione, Michele Carloni, in Brasile per motivi di lavoro, è stato il direttore Roberto Giannangeli. 
“Lavoriamo per una proposta e non per la protesta - ha attaccato - ma se non riusciamo a risolvere così i nostri problemi saremo costretti a scendere in piazza. Noi non vogliamo mollare - ha detto rivolgendosi ai rappresentanti della politica - ma voi dovete darci il vostro supporto. Siamo stremati da anni di difficoltà: la crisi finanziaria del 2008, quella degli Stati sovrani nel 2011, il sisma del 2016, il Covid del 2020, ora la guerra in Ucraina. Mancano solo gli Ufo”. Una crisi, ha rimarcato il direttore Giannangeli, che non risparmia alcun settore: “Gli aumenti spropositati di carburanti e materie prime stanno spingendo molte aziende a rimanere chiuse. Servono soluzioni rapide, straordinarie ed efficaci. Al ministro Cingolani che parla di speculazione in atto chiediamo di non limitarsi a parlare ma di trovare soluzioni per mettere un freno a questa incredibile situazione”. 

 

 

 


Bipartisan la risposta dei senatori e deputati umbri: “Noi ci siamo”. Erano presenti i parlamentari Luca Briziarelli (Lega), Walter Verini (Pd), Filippo Gallinella e Tiziana Ciprini (5 Stelle), Fiammetta Modena e Raffaele Nevi (Forza Italia), Emanuele Prisco (Fratelli d’Italia) e l’europarlamentare, Camilla Laureti (Pd). L’assessore regionale, Michele Fioroni, ha lanciato una proposta: “Serve un grande impulso per incentivare l’autonomia delle imprese in ambito energetico, con incentivi alla produzione e autoconsumo senza troppi limiti e un sistema di autorizzazioni che non si perda nella burocrazia pubblica che si è dimostrata troppo spesso il primo ostacolo alla sviluppo. Lo stesso impulso che è stato dato con il Superbonus alle famiglie, potrebbe essere uno stimolo importante per supportare la transizione energetica delle imprese. Perché non pensare a un 110 destinato proprio alle imprese?”. 
E’ proprio contro la burocrazia che frena lo sviluppo fino a diventare “causa di morte” per le aziende in un momento così complicato che ha puntato l’indice la governatrice Donatella Tesei: “Serve una semplificazione delle procedure seria e strutturale”, ha rimarcato. “E’ inammissibile e intollerabile che si parta dal presupposto che gli imprenditori siano tutti mascalzoni e stiano lì per fregarci perdendo così tempo prezioso e bloccando procedure che dovrebbero andare via spedite, i controlli si fanno dopo. Le riforme sono il futuro di questo Paese”. E agli imprenditori in sala ha ricordato: “Sono sempre disponibile al confronto, continuiamo a lavorare insieme nell’interesse della comunità”.