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“Ospedale di Spoleto, i medici non vengono perché mancano certezze”

Rosella Solfaroli
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Le associazioni di Spoleto che da sempre sono impegnate a seguire le sorti del San Matteo degli Infermi si ribellano. E lo fanno all’indomani della risposta che il direttore generale della Usl Umbria 2, Massimo De Fino, ha inviato al sindaco, Andrea Sisti, a seguito di quella sorta di report che il primo cittadino ha fatto a margine dell’incontro con i sanitari dell’ospedale spoletino. “I medici non vogliono venire a Spoleto? Magari la direzione dovrebbe dare più rassicurazioni su quello che potrà essere il futuro del nostro ospedale”, afferma Enzo Ercolani presidente dell’associazione San Matteo. E a lui fa eco Leonello Spitella, portavoce del City Forum. “Se non si danno certezze certo che i medici non ci vengono a Spoleto – dice - ci sono delle responsabilità dirette ed è necessario che qualcuno se le assuma”.

 

 

Coordinatore che lancia anche una provocazione. “Ma perché intanto non facciamo ritornare a Spoleto chi è stato trasferito per la chiusura dei reparti causa Covid? – dice - magari riattivando i reparti il nostro ospedale diventa più attrattivo. Non per fare il facilone ma penso che ci siano delle soluzioni che si possono adottare”. Enzo Ercolani tiene anche a precisare: “Che le cose potessero prendere questa brutta piega era quasi immaginabile – afferma – ci si poteva pensare prima che la gente scappasse. Per la pediatria, ad esempio, è assolutamente necessario riattivare il reparto perché, e mi riferisco ai concorsi, chi si è specializzato in questa disciplina medica, naturalmente la vuole praticare a 360 gradi. Ci dovrebbe essere un progetto forte di recupero dell’ospedale, perché se a chi vince i concorsi gli si dice di fare solo l’ambulatorio, quello se ne va in un ospedale dove può lavorare a tutto campo”. Adesso come adesso, infatti, al San Matteo degli Infermi c’è unicamente una attività ambulatoriale, attiva fino alle 16, dal lunedì al venerdì.“Le certezze per le riaperture e le riattivazione dei reparti, con tutti quelli che sono i crismi di un ospedale di primo livello, ce le devono dare – prosegue il portavoce del City Forum, Spitella - questa non è una polemica, ma una critica costruttiva. Di sicuro le associazioni di Spoleto non accetteranno passivamente le cose”.

 

 

Chi invece ringrazia, ma con cautela, il direttore sanitario De Fino, è colui che è stato il destinatario della lettera aperta, il sindaco Sisti. “Si tratta di una rassicurazione importante in un’ottica di rilancio del San Matteo degli Infermi - scrive il primo cittadino - segno che c’è una unità di intenti che nasce da una analisi comune: senza un livello adeguato di personale nessun ospedale può garantire i servizi necessari per un territorio vasto come quello di Spoleto, che è anche riferimento per l’area interna della Valnerina. Continueremo a interloquire costantemente con il dottor De Fino, con l’amministrazione sanitaria regionale e con tutti i Comuni del futuro distretto”.