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Umbria, la popolazione cala ancora. L'Istat: in un anno persi 4.713 residenti

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La popolazione dell’Umbria diminuisce ancora: 4.713 residenti in meno in un anno. E’ come se un intero paese, grande come San Gemini, Bevagna o come Montecastrilli tanto per avere un termine di paragone, sparisse nel nulla. E’ quanto emerge dal censimento permanente dell’Istat. Scendono a 865.452 i residenti al 31 dicembre 2020 della regione, il calo si registra in entrambe le province ma in quella di Terni è più significativo (-3.509 unità). 
Settanta comuni su 92 registrano una diminuzione del numero di residenti, le perite più consistenti a Terni (-2.021), Gubbio (-593), in termini relativi nei comuni di Arrone (-5,1%) e Sellano (-3,3%). Il comune che registra il massimo incremento, invece, è Castiglione del Lago che conquista 389 residenti in più. 
La popolazione umbra presenta, nel 2020, una struttura per età sensibilmente più anziana rispetto alla media del Paese. L’età media, sostanzialmente stabile rispetto al 2019, è di 47 anni contro i 45,4 della media nazionale. La provincia di Perugia è più giovane: l’età media è di 46,6 anni, l’indice di vecchiaia (vale a dire il rapporto percentuale tra la popolazione di oltre 65 anni e quella di età compresa tra 0-14 anni) è di 206,3. Nella provincia di Terni l’età media supera i 48 anni e l’indice di vecchiaia si attesta a 250, significa che ci sono 250 persone di età superiore ai 65 anni ogni 100 ragazzi tra gli 0 e i 14 anni.

 

 

Il censimento permanente sulla popolazione dell’Umbria regala anche qualche curiosità. A Poggiodomo spettano tre primati: è il comune più piccolo dell’Umbria con appena 94 residenti, quello con la popolazione più anziana con un’età media di 64,8 anni e il comune con il rapporto di mascolinità più alto, pari a 123,8 (quindi 123,8 uomini ogni 100 donne). Il comune più grande è ovviamente quello di Perugia (164.721 abitanti), quello più giovane è Corciano (43,9 anni l’età media), quello in cui a prevalere sono le donne è Monteleone di Orvieto (87 uomini ogni 100 donne). Torgiano è il comune con il maggior incremento della popolazione (+2,8%) rispetto al 2019. 
Tre umbri su quattro (il 75,2%) vivono in comuni classificati come centri e possono, in teoria, raggiungere in meno di venti minuti i servizi essenziali. Nei 57 comuni ubicati a più di 20 minuti di percorrenza dai centri più grandi, risiedono 214.269 abitanti, 1.058 in meno rispetto all’anno precedente e si registrano cali di popolazione la cui intensità varia a seconda dei tempi di percorrenza.Per quanto riguarda la mobilità, la geografia degli spostamenti varia a seconda del luogo di destinazione: su 100 spostamenti nelle aree interne, 47,4 sono intercomunali, oltre uno spostamento su due è nei comuni periferici e il 46,3% è nei comuni intermedi.

 

 

Aumentano, anche se di poco, gli stranieri: 92 in più rispetto al censimento 2019, complessivamente 92.537. Perugia, la provincia con il maggior numero di stranieri, registra un incremento percentuale (+1,3%) mentre a Terni i cittadini stranieri sono in diminuzione (-3.5%). Gli stranieri sono più giovani rispetto alla popolazione di nazionalità italiana: tre su quattro hanno meno di 50 anni e due su cinque hanno un’età compresa tra i 30 e i 49 anni. Solo una piccola percentuale (il 3,7%) ha più di 70 anni. Per quanto riguarda la provenienza, circa il 60% arriva dall’Europa, il 21% dall’Africa, l’11% dall’Asia e l’8,3% dall’America. Pochissimi dall’Oceania. La comunità rumena è la prima nella regione per numero di componenti e rappresenta il 24,6% degli stranieri censiti nel 2020 con un peso percentuale più alto rispetto al dato nazionale.