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Emergenza profughi in Umbria, piano per l'impiego lavorativo negli hotel di 300 rifugiati ucraini

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Alessandro Antonini
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Circa trecento profughi ucraini da inserire in un percorso lavorativo nel settore ricettivo in Umbria.
Formazione e occupazione come fulcro per l’accoglienza e l’inserimento sociale. E’ quanto contenuto nella proposta presentata da Confcommercio e Federalberghi dell’Umbria alla Regione e alla Prociv. “Come strutture ricettive - spiega Simone Fittuccia presidente di Federalberghi Umbria - possiamo far lavorare circa 2-300 profughi in alcuni settori della ricettività nella stagione appena iniziata. Visto che per la maggior parte si tratta di donne con bambini, con la Prociv regionale stiamo pensando a dei campus dove lasciare i ragazzi sei-otto ore durante le quali possono lavorare”.

Ieri Fittuccia e il presidente della Confcommercio Giorgio Mencaroni hanno inviato la proposta direttamente alla governatrice Donatella Tesei. “Riteniamo che si possa fare di più per queste famiglie soprattutto in un’ottica di solidarietà che miri anche a farle tornare almeno ad una parvenza di normalità e questo passa, a nostro avviso, anche da percorsi di inserimento sociale e culturale. Quindi siamo a proporre in via sperimentale che l’accordo sull’accoglienza (con la messa a disposizione di complessivi 700 posti dalla rete covid hotel e 300 dei Cas, ndr) abbia un ambito più ampio della semplice ospitalità e preveda anche percorsi di formazione e/o di inserimento lavorativo nelle nostre imprese che ad esempio per quanto riguarda il turistico stanno entrando nel vivo della stagione”. Confcommercio e Federalberghi Umbria si dichiarano pronte a fare la loro parte “anche attraverso le proprie strutture collegate, sia nell’ambito della formazione che in quello del matching tra domanda e offerta di lavoro, per facilitare questo percorso di inserimento sociale”, è scritto nella lettera inviata a Palazzo Donini.


Sono circa duemila i profughi già accolti nella regione, di cui oltre 1.850 dalle famiglie e il resto nei Centri di accoglienza straordinaria.