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Terni, studenti disabili non invitati alla festa dei cento giorni. Mamma protesta

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A Terni è rimasta molto amareggiata la mamma il cui figlio non è stato invitato dai compagni di classe al pranzo dei cento giorni all'esame di Stato. Una discriminazione a tutti gli effetti visto che il ragazzo è disabile ed è seguito da una docente di sostegno. Il fatto è accaduto in un istituto superiore della città. Insieme a lui anche un altro ragazzo disabile e una ragazza della stessa classe, che ha una grave malattia, hanno subìto lo stesso trattamento. I compagni di classe si giustificano negando di non averli voluti invitare, ma giustificandosi con il fatto che per loro era troppa grande la responsabilità in quanto tutti neo patentati e il tragitto era lungo in quanto dopo il pranzo si sarebbero spostati tutti insieme al lago di Piediluco. “Voglio raccontare cosa è accaduto - spiega la mamma del ragazzo non invitato - perchè questi fatti non devono accadere a nessun altro. Mi ha fatto male sapere che mio figlio è stato escluso insieme ad altri due compagni perchè diversi.

Mio figlio è autonomo sotto tutti i profili tanto che ogni mattina prende regolarmente il bus da solo per andare a scuola ed è anche molto bravo. Non capisco perchè c'era questo pranzo e lo hanno escluso. Sono venuta a conoscenza del pranzo e poi della gita che avrebbero fatto a Piediluco dall'insegnante di sostegno. Così ho subito cercato di capire cosa era accaduto e mi è stato riferito che - prosegue - mio figlio e gli altri non erano stati invitati perchè hanno dei problemi. Anche per loro poteva essere una festa e si sarebbero sentiti parte del gruppo. Comunque poi alla fine mio figlio ha partecipato al pranzo perchè l'ho accompagnato e poi sono andato a riprenderlo.

Questo episodio mi ha fatto male perchè mio figlio è autonomo e non è diverso dagli altri”. Dal canto loro i compagni di classe hanno raccontato che non volevano discriminare nessuno e che anzi al termine degli esami di Stato avrebbero organizzato una cena tra tutti i docenti e gli studenti. “Non era nostra intenzione – concludono – escludere qualcuno, ma solo una questione di responsabilità. Abbiamo avuto paura che magari nel tragitto fino al lago o al ristorante ci potesse accadere qualcosa con la macchina. Siamo tutti neo patentati. Non ci saremmo mai potuti perdonare nel caso fosse successo qualcosa”.