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Terni, protesta a Cardeto per il parco pubblico chiuso da nove anni

Maria Luce Schillaci
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Il 22 marzo saranno nove anni che il parco di Cardeto (nella foto) è chiuso al pubblico. A Terni i lavori di sistemazione sono praticamente fermi: di fatto, in accordo con l’amministrazione comunale e l’impresa Ventra che ha il cantiere del parco, è stato deciso che il secondo lotto non verrà consegnato alla ditta in questione, il che significa che occorrerà trovare qualcun altro per la prosecuzione dell’intervento, con l’inevitabile allungamento dei tempi.

Un quadro che amareggia ulteriormente i residenti già provati da anni di contrasti e lotte per riuscire a riavere il loro parco. “Ci stimo organizzando anche alla luce di questi ultimi sviluppi non proprio positivi - dice Raffaele Mastrogiovanni, presidente del comitato quartiere Cardeto - e giovedì avremo un incontro a palazzo Spada con la prima e la seconda commissione comunale per trattare anche l’annoso problema del parco. E faremo presente cosa intendiamo fare. Ci stiamo attivando per un esposto in Procura, stiamo valutando come agire in tal senso”. Amareggiati, dunque, ma anche stanchi. Per l’anniversario del lucchetto al cancello del parco i residenti stanno organizzando una manifestazione proprio davanti all’ingresso dell’area: “Abbiamo coinvolto i media con una delle trasmissioni della rete Mediaset, Striscia la notizia, Sos Gabibbo o le Iene per un loro intervento sul posto - precisa Mastrogiovanni. Questa volta vogliamo dire basta”. Lavori poco fortunati, dalla prima ditta all’ultima, la Ventra di Melfi, con in mezzo i problemi legati alla pandemia per i vari rallentamenti dovuti alle difficoltà legate al reperimento dei materiali.

In ogni caso, con la ditta di Melfi non ci sarà l’attivazione opzionale del secondo lotto funzionale a loro favore. L’organizzazione dell’appalto era infatti divisa in due lotti funzionali e prestazionali. Il secondo prevedeva un’opzione da applicare per il completamento della parte di lavori che riguarda principalmente i campi sportivi. “Tenuto conto delle problematiche che ci sono state, non dovute a inefficienze dell’impresa ma a ritardi tipici per gli effetti della pandemia - hanno fatto sapere da palazzo Spada - ciò impone al direttore dei lavori e al Rup di concedere le sospensioni. Tenendo conto delle difficoltà organizzative del cantiere, è stato definito che i lavori del secondo lotto non saranno consegnati all’impresa Ventra”.