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Umbria, Mogol si schiera con Grosseto nella corsa a Capitale della cultura 2024

Mogol sarà ospite sabato 4 ottobre

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Giulio Rapetti, che tutti conoscono con il suo nome d'arte, Mogol, si schiera con Grosseto. L'assessore alla Cultura del comune maremmano, Luca Agresti, e il ricercatore e divulgatore discografico Daniele Sgherri sono stati accolti ieri da Rapetti nella sua casa al centro europeo di Toscolano, in Umbria, nella scuola di perfezionamento, di cui l'artista è presidente e docente, per lo sviluppo della cultura e della musica che ha l'obiettivo di formare giovani autori e compositori.

"Questo incontro - spiega il comune di Grosseto in una nota - è stata l'occasione per creare una collaborazione che si inserirà dentro il progetto per Capitale della Cultura in caso di vittoria o comunque nell'ambito del piano strategico della cultura. Mogol ha già ipotizzato delle iniziative condivise, come quella di portare insieme agli allievi del suo Centro uno spettacolo a Grosseto e istituire delle borse di studio per i giovani grossetani che studiano musica. La passione dell'autore italiano per il nostro territorio nacque dal suo storico viaggio a cavallo da Milano a Roma insieme a Lucio Battisti mentre la coppia artistica più famosa della musica italiana attraversava i paesaggi incontaminati della Diaccia Botrona".

Le dieci finaliste per il titolo di capitale della cultura 2024 sono Ascoli Piceno; Chioggia (Venezia); Grosseto; Mesagne (Brindisi); Pesaro; Sestri Levante con il Tigullio (Genova); Siracusa; Unione dei Comuni Paestum-Alto Cilento (Salerno); Viareggio (Lucca); Vicenza. La selezione della Capitale avverrà tenendo conto della coerenza del progetto rispetto alle finalità di legge e alle altre iniziative di valorizzazione del territorio. Ma anche al coordinamento e alla sinergia degli interventi proposti, nonché valutando l’efficacia del progetto come azione culturale diretta al rafforzamento della coesione e dell’inclusione sociale, in termini di crescita della domanda e dell’offerta culturale. La Giuria terrà conto dell’effetto di completamento, la capacità cioè di favorire la piena realizzazione di progetti già avviati ma non ancora conclusi e la coerenza degli obiettivi del progetto con quelli stabiliti dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’Onu.