Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Rossobastardo migliore cantina dell'anno. Sul podio anche San Michele e Tenute Baldo

Sabrina Busiri Vici
  • a
  • a
  • a

La società agricola Aliara Vini di Gualdo Cattaneo (Rossobastardo) ha vinto il premio migliore cantina umbra dell’anno alla prima edizione del concorso L’Umbria del vino. O meglio, il premio è andato ex aequo anche alla società agricola San Michele di Orvieto e alle Tenute Baldo agricola di Bastia umbra, ma una successiva estrazione a sorte, per individuare quella più rappresentativa, ha visto vincere la cantina di Gualdo Cattaneo. Insomma prima fra i primi.

 

 

Ci ha fatto piacere soprattutto condividere il podio con altre due realtà guidate da persone molto giovani, siamo tutti trentenni” racconta Chiara Cesarini della società agricola Aliara vini. “E poi noi è stato bello veder riconoscere il lavoro che abbiamo fatto - prosegue Chiara -. Noi siamo una cantina un po’ fuori dal coro perché fin da subito abbiamo puntato molto sulle nostre interpretazioni di Montefalco e Sagrantino, vinificate volutamente più morbide e più profumate proprio per avvicinarci di più alla tradizione del posto e questo premio finalmente riconosce anche in Umbria il valore della nostra filosofia”. Con quali vini avete partecipato al concorso? “Con i nostri vini più rappresentativi Rossobastardo e Benozzo, due Igt, poi con il Sagrantino, merlot in purezza e il rosato. E abbiamo vinto il premio con il Benozzo nella categoria Igt rosso”. “Il Benozzo è un sagrantino in purezza che riporta un po’ alle origini. Noi, come dicevo, vinifichiamo con una tecnologia molto avanzata: fermiamo, infatti, la fermentazione per avere un residuo zuccherino un po’ più alto e un livello alcolico un po’ più basso. Tutti elementi richiesti in particolare dal mercato internazionale”.

 

 

La cantina Rossobastardo (società agricola Aliara vini) ha una produzione di 250 mila bottiglie e circa il 70% è diretta all’estero. Contraccolpi quindi con la crisi internazionale in atto? “In questi due anni di pandemia abbiamo mantenuto tutti i rapporti con l’estero - riporta ancora Cesarini -, non c’è stata una diminuzione ma la situazione non ha permesso di ampliare il mercato a causa del fermo fiere e dell’impossibilità di muoversi, perciò abbiamo consolidato e ampliato il mercato italiano. Ma ci fa piacere non aver perso quote nei mercati esteri. Lo dimostra il fatto che nel 2021 abbiamo fatto +42% di fatturato rispetto al 2020. Il futuro si presenta con grande incognite ma se c’è la possibilità di tornare alla normalità contiamo di lavorare bene. Gli spazi ci sono”. Il prossimo appuntamento internazionale è ad aprile a Verona per Vinitaly. Con Benozzo? “Certamente”.