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Nocera, ex Indelfab: venduta mensa e affittati spazi. Recchioni: "La politica ci dica cosa c'è di concreto per lo stabilimento"

Salvatore Zenobi 
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La politica ci dica cosa c’è di concreto per lo stabilimento di Colle di Nocera Umbra”. Lo chiede Luciano Recchioni, delegato Fiom-Cgil della ex Indelfab, che si interroga su quello che potrà essere il futuro del sito industriale ora che la mensa sarà trasformata in capannone industriale e una cooperativa ha già preso in affitto 50 mila metri quadrati. “E’ ormai questione di giorni ma 244 lavoratori della ex Indelfab dipendenti dello stabilimento di Colle di Nocera Umbra e 245 dello stabilimento di Fabriano si vedranno recapitare la lettera di licenziamento. Si chiude così quella che è stata la vertenza sindacale più grande e lunga della provincia di Perugia”, afferma Recchioni che ricorda come a partire dal 2004 la situazione abbia coinvolto 1.250 dipendenti a Colle, che lavoravano per la Antonio Merloni, e 1.450 a Fabriano.

 

 

Una vertenza che ha visto i sindacati impegnati a garantire per il maggior numero di persone e per il periodo più lungo possibile gli ammortizzatori sociali. Questo ha permesso a tante famiglie di superare, seppur tra mille difficoltà, la crisi del 2008, che lungo la fascia appenninica si è fatta sentire più che altrove”. Recchioni chiede conto delle situazioni che hanno visto susseguirsi voci su gruppi turchi o iraniani che poi sono scomparsi. “Non ci si può dire contenti di come siano andate le cose. Quello che ci si aspettava da tutte le forze politiche che si sono succedute in questo periodo alla guida degli enti pubblici, era una politica per la riattivazione di posti di lavoro e non solo ammortizzatori sociali - aggiunge il sindacalista - anche se questi hanno permesso ad alcuni di arrivare alla pensione, mentre altri la matureranno a breve”. Recchioni chiede cosa ci sia di concreto specialmente per lo stabilimento di Colle di Nocera.

 

 

Alla politica oggi chiediamo chiarezza. Si è venduta quella che era la mensa per trasformarla in un capannone industriale, quando ci sono 130 mila metri quadrati già pronti. Si sono concessi 50 mila metri quadrati in affitto per 2 anni a una cooperativa logistica, che a dire dei curatori fallimentari porterà poca occupazione, anche perché non si sa neanche quale sarà la tipologia di prodotti che gestiranno e movimenteranno. C’è un progetto con tanto di finanziamento da 100 milioni, provenienti dal Pnrr, relativo alle nanotecnologie ma al momento non c’è nulla di concreto, sebbene sia stato lanciato alla presenza del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, da parte della Regione Umbria”.