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Trasporti in Umbria, indagine imprese: bocciati ferrovie, strade e aeroporto

Il presidente della Camera di commercio di Perugia Giorgio Mencaroni

Alessandro Antonini
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Migliorare l’accessibilità ai centri urbani: lo chiede il 29% delle imprese umbre.
E ancora: portare a completamento in tempi rapidi gli interventi in corso o fermi da tempo (29%) e incentivare la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica (24%). Sono gli interventi ritenuti più urgenti dalla manifattura regionale per migliorare l’accessibilità del territorio. E’ quanto emerge dall’indagine Uniotrasporti presentata il 7 marzo e finanziata da Unioncamere, a cui ha partecipato la Camera di commercio dell’Umbria. L’oggetto è la misurazione dei fabbisogni infrastrutturali e logistici anche sulla base dell’impiego dei fondi di perequazione 2019-2020.

La fotografia dello stato attuale è impietosa. “Il giudizio sull’accessibilità ferroviaria dell’Umbria è piuttosto scadente, con valori più negativi espressi dal settore dei trasporti e della logistica”. Bocciati sia la dotazione attuale sia i piani futuri: ma qui c’è il Pnrr che può risollevare le sorti. Punto dolente l’accessibilità stradale: le imprese regionali sono “meno soddisfatte” rispetto a centro e media nazionale. Idem la valutazione dell’accessibilità aeroportuale: è “di molto peggiore” rispetto al centro Italia e a livello nazionale. Solo il 3% del settore trasporti esprime un giudizio positivo. I nodi intermodali “risultano essere le infrastrutture di cui il settore del trasporto è meno soddisfatto nel panorama regionale”.

Lo studio è basato su 4.765 interviste effettuate tra maggio e giugno su base nazionale. Il campione umbro è composto da 131 imprese. “Stazione MedioEtruria, Nodo di Perugia, completamento della Perugia-Ancona, potenziamento dell’aeroporto, sono gli obiettivi che l’Umbria deve perseguire per uscire dall’isolamento tra un Nord Italia che sul fronte infrastrutture corre veloce e un sud in cerca di riscatto”, ha chiosato il presidente della Camera di commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni.