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Giornata della donna in Umbria, ai Centri antiviolenza 400 richieste di aiuto al mese

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 L’altra faccia della festa racconta storie di maltrattamenti e soprusi. L’Osservatorio regionale sulla violenza degli uomini contro le donne conta, per il 2021, 4.903 telefonate arrivate nei Centri antiviolenza dell’Umbria, più di 400 richieste di aiuto al mese. Per lo più lunghi sfoghi che raccontano di botte, insulti, minacce verbali, scenate di gelosia. Soltanto in 594 casi l’ascolto si concretizza in un percorso di allontanamento e di assistenza materiale, legale e psicologica. Un esercito di donne maltrattate accanto alle quali si trovano spesso anche figli minori a volte costretti ad assistere - se non a subire direttamente - le violenze del padre o del compagno della madre. Ma i numeri non dicono tutto. Perché in questo caso soprattutto la rilevazione dei dati è importante ma non esaustiva: spesso per le donne vittime di violenza è molto difficile fare emergere la verità perché i maltrattamenti avvengono prevalentemente in ambiente familiare e non è facile parlarne. Per questo la polizia di Stato sta portando avanti delle campagne di sensibilizzazione che proprio ieri, Giornata internazionale della donna, si sono concretizzate anche in incontri nelle piazze sotto lo slogan #questononèamore. A Terni l’ufficio mobile della questura ha fatto tappa in piazza della Repubblica.

 

 

 

 

 

 

Il questore, Bruno Failla, ha incontrato le autorità cittadine e ha illustrato le finalità della campagna della campagna di sensibilizzazione della polizia di Stato. C’erano il sindaco, Leonardo Latini, il sostituto procuratore della Repubblica, Camilla Coraggio e la presidente della Provincia di Terni, Laura Pernazza. Iniziativa analoga in piazza Garibaldi, a Santa Maria degli Angeli. Presenti, oltre agli agenti della polizia di Stato, gli operatori del punto di ascolto Assisi e dei centri antiviolenza di Perugia che hanno spiegato l’importanza di trovare il coraggio di chiedere aiuto e denunciare i propri aguzzini.

 

 

 

 

Un messaggio tanto più importante perché ribadito alla presenza anche di molti studenti delle scuole del territorio. A rappresentare la Provincia di Perugia, la consigliera con delega alle pari opportunità Erika Borghesi, che ha ringraziato la polizia di Stato che sta portando avanti “questo progetto così importante nelle nostre comunità”. Il sindaco di Assisi, Stefania Proietti, ha sottolineato come insieme anche alla polizia di Stato, “in questo difficile momento stiamo facendo ciò che è possibile: accogliere a braccia aperte, esprimendo sentimenti di fratellanza e pace”. Il questore Giuseppe Bellassai, dedicando questa giornata alle donne del corpo della polizia, ha auspicato che “non si ragioni più in termini di superiorità di un genere rispetto ad un altro”.