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Perugia, poliziotto no vax sospeso senza stipendio: Tar gli riconosce l'assegno alimentare

Il Tar chiamato a decidere

Alessandro Antonini
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Il primo dirigente della polizia di Stato era stato sospeso senza stipendio dall’attività lavorativa per la presunta inottemperanza all’obbligo vaccinale anti Covid: ora il Tar, su richiesta di sospensione cautelare del provvedimento, gli riconosce “l’assegno alimentare”. Il poliziotto ha ricevuto la sospensione dal servizio perché, secondo la questura, risultava non immunizzato: senonché l’atto era arrivato mentre lui era in congedo parentale retribuito per assistere la madre malata. E senza il preavviso previsto dalla legge grazie il quale avrebbe potuto avere tempo di adeguarsi alla normativa o di dimostrare di averlo già fatto.

“Il ricorso chiede la ricollocazione del lavoratore in congedo straordinario retribuito, la cui applicazione costituisce un diritto in ordine al quale l’amministrazione ha il dovere di provvedere seppur a scadenze periodiche. In assenza di tale provvedimento, la sospensione dello stipendio o indennità spettanti (conseguente alla sospensione dal servizio) integra un pregiudizio imminente e grave su presupposti giuridici da verificare in sede collegiale, privando il ricorrente dei mezzi di sostentamento senza disporre per contro alcuna provvidenza minimale provvisoria”, scrivono i giudici del Tribunale amministrativo regionale. Per questo il Tar dell’Umbria ha accolto il ricorso - patrocinato dall’avvocato Savina Caproni - “nei limiti di cui in motivazione, nei quali, per l’effetto , sospende il provvedimento gravato nella parte in cui non prevede la corresponsione di un assegno alimentare, che, per l’ulteriore effetto, ordina versarsi al ricorrente a decorrere dalla prima scadenza retributiva anteriore alla camera di consiglio per la trattazione collegiale dell’istanza, che fissa al 29 marzo 2022”.

Lo stipendio gli è stato quindi immediatamente ripristinato. Nella stessa udienza di merito la difesa del poliziotto ha chiesto il ripristino dell’erogazione dello stipendio o indennità spettanti (inclusi gli ulteriori emolumenti lavorativi oltre assegno alimentare) con decorrenza da gennaio 2022. E anche la “condanna dell’amministrazione competente al risarcimento di tutti i danni subiti e subendi ingiustamente arrecati al ricorrente a seguito dell’illegittima sospensione dall’esercizio dell’attività lavorativa al medesimo applicata”.