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Guerra in Ucraina, a Spoleto lanci di uova contro la casa in cui vengono ospitati i profughi

Chiara Fabrizi
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Decidono di accogliere profughi ucraini e dopo il sopralluogo della Caritas, il palazzo in cui si trova l'alloggio -  a Spoleto - viene bersagliato da un lancio di uova. A raccontarlo sono Giorgio e Rita che hanno denunciato ai carabinieri l'episodio e hanno tirato dritto per la propria strada, quella della solidarietà, accogliendo domenica sera in quella stessa abitazione una mamma ucraina di circa 30 anni coi due figlioletti, una di 6 anni e l'altro di 9. L'atto vandalico non può con assoluto certezza essere ricollegato alla volontà dei coniugi spoletini di dare rifugio alla famiglia, “ma – dice Giorgio – qui intorno ci sono molti condomini, la nostra intenzione di accogliere era nota e il sopralluogo della Caritas non è passato inosservato”.

 

 

La mamma coi due figli è arrivata in Umbria dopo 36 ore di viaggio e altrettante di attesa prima di riuscire a lasciare dietro di sé non soltanto casa propria, che si trova in una cittadina non distante da Kiev, ma soprattutto il papà, “che da quanto abbiamo potuto capire – va avanti il racconto dello spoletino che li ha accolti - sta già da giorni combattendo contro i russi dopo essersi unito alla resistenza”. Mamma e figli ora sono stati messi al sicuro a Spoleto in un'abitazione riscaldata, rifornita di cibo e di indumenti, oltreché di qualche giocattolo per i bimbi: “La piccola interagisce e si è emozionata molto quando le abbiamo regalato una bambolina, mentre il fratello più grande ci è sembrato - ha sostenuto Giorgio - estremamente turbato, come anche la mamma”.

 

 

I coniugi spoletini sono in contatto con le istituzioni che ieri hanno sottoposto i tre a tampone e avviato le pratiche per inserire i bimbi a scuola, ma lo spoletino vuole soprattutto “sensibilizzare chi ha la possibilità di accogliere, invitandoli ad aprire le loro case e affidandosi alla Caritas”. All’inquietante lancio delle uova contro la palazzina, si affiancano centinaia di gesti di solidarietà: “La comunità spoletina - dice don Edoardo Rossi, direttore della Caritas - sta rispondendo in maniera eccezionale a questa emergenza umanitaria, mettendo a disposizione alloggi, facendo donazioni economiche e materiali. Al momento - afferma - ne abbiamo accolti a Spoleto quasi una ventina, tra conventi, alloggi della diocesi e dei privati, e nelle prossime ore ne attendiamo altri dieci circa”.