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Orvieto, lancia una pietra sull'auto di due turisti. Inglese a processo

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Slitta al 20 giugno l'udienza del processo nei confronti di un 59enne inglese, già con segnalazioni di polizia, domiciliato ad Orvieto e accusato di aver scagliato una pietra di tufo contro il parabrezza di un'auto in transito, rischiando di provocare lesioni alla coppia che si trovava a bordo. Di fronte all'accaduto, l'uomo al volante aveva deciso di costituirsi parte civile insieme alla moglie. Ad assisterli, in sede legale, davanti al Tribunale penale di Terni (nella foto), l'avvocato Daica Rometta, del Foro di Perugia. I fatti risalgono alla fine di aprile 2018, quando marito e moglie, da San Feliciano, frazione di Magione, si erano recati in visita sulla Rupe.

Erano diretti al pozzo di San Patrizio quando, mentre percorrevano la strada Fontana del Leone, la scorciatoia in pendenza che collega il centro storico allo Scalo il cui transito è autorizzato ai residenti, hanno improvvisamente visto la pietra finire contro il vetro della loro Fiat Panda Van, mandandolo in frantumi. L'uomo di 57 anni che si trovava al volante aveva notato anche l'autore del gesto che si trovava in un giardino, in posizione rialzata di un paio di metri rispetto al livello della strada. Sceso dal veicolo, aveva quindi iniziato a gridare chiedendo conto del gesto e avvisandolo che si sarebbe rivolto alle forze dell'ordine per contestare l'increscioso episodio. Per tutta risposta, l'altro si era allontanato verso l'interno del giardino dicendo qualcosa nella sua lingua. A quel punto all'automobilista non era rimasto altro che rivolgersi ai carabinieri che, arrivati sul posto, avevano effettivamente trovato l'auto spostata sul bordo della strada per consentire il passaggio di altri eventuali mezzi e, nei pressi, la pietra tufacea rotta in due a causa dell'urto. Alcune piccole scaglie, invece, erano ben visibili sul parabrezza.

Posta sotto sequestro la pietra, i militari dell'Arma avevano tentato di identificare chi fosse presente nell'abitazione e nelle immediate pertinenze. Malgrado le luci accese e alcune finestre aperte, però, non aveva risposto nessuno. Per rimuovere l'auto era stato necessario l'intervento di un carroattrezzi. Durante il percorso per raggiungere il deposito, il proprietario dell'auto aveva accusato un forte attacco di panico. Uno stato di agitazione, il suo, dovuto all'inattesa e sgradevole situazione vissuta.