Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Umbria, il racconto di una mamma ucraina: "La mia guerra alla Russia la combatto da qui"

  • a
  • a
  • a

La sua guerra personale alla Russia che ha invaso l’Ucraina lei la combatte dall’Umbria. Coordinando la spedizione degli aiuti, cercando alloggi a donne e bambini che arrivano pieni di paura, mettendo a disposizione la sua esperienza da interprete ma anche organizzando iniziative per la pace come quella di sabato pomeriggio, a Perugia. Inna Kachurovska, 40 anni, moglie e mamma di due bambini piccoli, una laurea in giurisprudenza e un percorso alla scuola superiore per interpreti e traduttori a Case Bruciate di Perugia, a vedere la sua terra distrutta dai bombardamenti senza muovere un dito non ci sta.

 

 

 

 

 

“Insieme a don Basilio Hushuvatyy, alla Caritas e alla Croce rossa stiamo facendo un grande lavoro di raccolta degli aiuti nella chiesa della Madonna delle Grazie, a Perugia, dove si raccoglie la comunità ucraina - racconta - Ogni giorno, dalle 8 della mattina a mezzanotte, i volontari si riuniscono in base alla loro disponibilità, mettono insieme tutti i pacchi arrivati, li aprono e dividono il materiale in base all’oggetto: medicine con le medicine, coperte con le coperte, generi alimentari con generi alimentari. Dopodiché i prodotti vengono rimpacchettati e preparati per la spedizione. Due Tir sono già partiti, al volante ci sono altri volontari che chiedono solo le spese per la benzina, a volte collaborano anche per quelle”. Tra oggi e domani dovrebbe partire un altro camion carico di aiuti. “In questo momento l’abbigliamento non serve - spiega Inna - abbiamo bisogno di prodotti alimentari a lunga conservazione e soprattutto di medicine. In passato ho collaborato molto con la questura come interprete e per questo sono stata richiamata per aiutare nella dislocazione dei profughi negli alloggi”.

 

 

 

Tutti coloro che sono arrivati si sono immediatamente resi disponibili a vaccinarsi per evitare problemi, alcuni lo sono già ma con lo Sputnik che in Italia non è riconosciuto. Non si ferma mai, Inna Kachurovska: “Se fossi in Ucraina sarei pronta a mettermi la divisa - dice orgogliosa - ma sono qui e l’unica cosa che posso fare è combattere la Russia, ma solo quella che aggredisce perché non tutti i russi sono uguali, in questo modo. Nella mia regione, Khmelnitsky, nell’Ucraina occidentale, c’è la mia famiglia: mia madre, mio padre, la mia nonna di 80 anni. Avrei voluto portare via tutti ma mio padre ha detto: ‘Io non sono un traditore, non scappo’. E mia mamma ha aggiunto: ‘Se tuo padre va a difendere la patria, io vado con lui’. Uno dei miei due fratelli è già ritornato per combattere”. Inna ha organizzato anche l’iniziativa di pace della comunità ucraina che si è svolta sabato pomeriggio a Perugia e per la quale ci tiene a ringraziare il sindaco Andrea Romizi e l’amministrazione comunale per la sensibilità dimostrata. “Vogliamo focalizzare l’attenzione del mondo su quanto sta accadendo in Ucraina - spiega - Questa guerra non ha senso, deve finire al più presto”.