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Gualdo Tadino, costi del gas alle stelle: Tagina blocca la produzione da lunedì 7 marzo

Eleonora Sarri
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Saxa Grès ha preso la sua decisione. Da lunedì 7 marzo Tagina, come tutti gli altri stabilimenti del gruppo, spegnerà i forni di Gualdo Tadino. La conferma arriva direttamente dal presidente Francesco Borgomeo dopo le ipotesi circolate già da giovedì. Troppo alti i costi del gas e delle materie per pensare di produrre. Nonostante le richieste dei clienti ci siano e anche per volumi elevatissimi. “Purtroppo dobbiamo spegnere nuovamente i forni - dichiara Borgomeo - Così è impossibile pensare di produrre. Non sappiamo ancora quanto durerà questa nuova fermata. Speriamo una settimana, al massimo dieci giorni, ma nessuno di noi può fare previsioni. Viviamo alla giornata e appena il gas tornerà ad avere un prezzo che ci permette di produrre riapriremo”.

 

 

Lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina con l’aumento esponenziale di gas e luce (“Unita alla mancanza di una politica energetica e industriale nazionale”, sottolinea Borgomeo) ha dato il colpo di grazia al gruppo ceramico che non ha potuto far altro che spegnere i forni. Decisione che del resto sta accomunando la maggior parte delle aziende di ceramica d’Italia, a partire da quelle del distretto di Sassuolo. E in ginocchio c’è anche il comparto del vetro, quello della carta e la siderurgia. Insomma, tutti quelli che usano i forni.

 

 

Per spiegare le dimensioni del problema Borgomeo porta i numeri. “Tanto per chiarire - dichiara - lo scorso anno pagavamo il gas 0,23 euro al metro cubo. Ora siamo a 2,21 euro. Fino a quando il costo si è aggirato tra gli 80 e i 90 centesimi abbiamo ricontrattato i prezzi con i nostri clienti. Ma ora, anche se abbiamo tantissime richieste, non possiamo produrre. Non è proprio fattibile”. Perché ad aggravare la situazione non c’è solo il costo del gas ma anche quello delle materie e dei trasporti. Proprio quest’ultimo capitolo rappresenta un’altra spina nel fianco.“E’ quasi impossibile trovare un camion - aggiunge Borgomeo - dal momento che il gasolio sta arrivando ai 2 euro al litro. Per non parlare di quanto potrebbe costare trasportare i prodotti in America”. E così per la maggior parte dei 130 dipendenti gualdesi (sono circa 500 in tutto il gruppo), scatterà con ogni probabilità la cassa integrazione. Come a gennaio rimarranno aperte scelta, rettifica e manutenzione “e forse qualcosa delle spedizioni se troviamo i mezzi”. Per tutti gli altri invece la fabbrica sarà chiusa.