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Tesei: "Umbria pronta a fare la sua parte per i profughi, se serve mandiamo il nostro ospedale da campo"

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“L’Umbria ha messo in moto la macchina della solidarietà: abbiamo già spedito 4 container di medicinali, siamo pronti a fare la nostra parte nell’accoglienza. Se può essere utile, manderemo anche il nostro ospedale da campo”. La governatrice Donatella Tesei, comincia così la sua intervista al Corriere dell’Umbria. 
- Presidente dopo la circolare Curcio che nomina commissari delegati all’emergenza profughi voi governatori, come si prepara l’Umbria?
“Ci stiamo attrezzando dando la massima disponibilità come l’hanno data tutte le Regioni. C’è un coordinamento con Prefetture, Protezione civile e Autorità Sanitarie. Il Covid non è sconfitto e il livello di vaccinazione tra gli ucraini non è alto. Ci stiamo organizzando anche da questo punto di vista. Intanto  ci siamo portati avanti. La scorsa settimana abbiamo accolto una bimba ucraina di 5 anni che ha bisogno di cure molto delicate:  adesso è all’ospedale di Perugia, poi verrà ospitata dal centro Chianelli. Come Regione abbiamo subito soddisfatto la richiesta di medicinali e presidi sanitari che in Ungheria scarseggiano. Per questo ringrazio le nostre quattro aziende sanitarie ma anche il settore  farmaceutico regionale, il dottor Fausto Bartolini che si è adoperato per coordinare un grande lavoro. Abbiamo raccolto 52 bancali di medicinali e prodotti sanitari che, tramite la nostra Protezione civile sono partiti per il centro di raccolta di Avezzano. Credo che siamo una delle prime regioni a mettere a disposizione presidi sanitari. Ho parlato anche oggi (ieri, ndr) con il prefetto di Perugia, ho voluto partecipare all’iniziativa di Anci, nei prossimi giorni ci coordineremo meglio con entrambi i prefetti e il ministero.  Già domani incontrerò anche la Croce rossa perché soprattutto  in tempi di guerra svolge sempre un ruolo importante. Quindi posso dire che l’organizzazione è partita. Al momento l’accoglienza riguarda numeri non rilevanti da noi, ma questo sta nelle cose, perché ora le prime ad accogliere sono le Regioni del Nord. Però siamo pronti per la ridistribuzione che credo sarà condotta dal ministero degli Interni. Lo siamo sia con le strutture di accoglienza sul territorio regionale, che nel caso, anche con i Covid hotel che per fortuna in questo periodo non occorrono. Non escludo anche altri interventi,  lo valuterò con  i prefetti,  se ci fosse bisogno possiamo mettere a disposizione il nostro ospedale da campo che può essere smontato e ricostruito dove serve. Inoltre abbiamo sottoscritto subito un accordo con l’Università per le borse di studio per studenti e insegnanti. Stiamo cercando di mettere in campo aiuti su  più fronti”.

 


 

 

 - Oltre all’accoglienza istituzionale si è mosso anche il volontariato. Cosa pensa di questi canali?
“Il volontariato è capillare sul territorio, io ne ho conoscenza diretta. Sono molto attivi e il loro impegno è  lodevole. C’è sicuramente bisogno di un coordinamento che stiamo tenendo, però ci sono anche diverse strade per raggiungere l’obiettivo. Le associazioni, la Caritas hanno canali propri ed è bene che li utilizzino. L’importante è  arrivare a portare aiuti a chi ne ha necessità”.
 - L’Umbria è terra di pace, di San Francesco, di Aldo Capitini. Secondo lei da qui può partire un dialogo?
“Che l’Umbria possa esprimere questo bisogno di pace e anche comunicarlo al mondo è indubbio. Abbiamo San Francesco ma anche San Benedetto, patrono d’Europa, che può insegnarci tutto questo. Io spero fortemente che si riapra un dialogo. A mio avviso deve entrare in campo anche un mediatore perché al tavolo non possono sedersi solo i due contendenti. In questo momento ci sarebbe bisogno di una mediazione forte che potrebbe essere portata avanti proprio dall’Europa visto che tutto questo accade proprio nel cuore dell’Europa”.

 


 

- Abbiamo scambi con la Russia, cosa pensa delle sanzioni? Pensa che potranno esserci contraccolpi locali?
“Purtroppo i contraccolpi ci sono e già li stiamo vedendo perché il problema delle materie prime che importiamo e che cominciano a scarseggiare  è già esistente. E’ anche vero che se si fa parte di un contesto, che è quello dell’Unione europea e si prendono decisioni comuni, poi vanno rispettate. Le sanzioni sono pesanti e hanno ripercussioni anche per chi le adotta. Accanto a questo non dobbiamo mai smettere di sperare in una soluzione di dialogo”.
 - Con questa crisi c’è stata una risposta politica unitaria a livello di UE, di Italia, di Umbria. Lei come lo giudica?
“Io mi auguro  ci si compatti sempre per il bene comune. Ho grande rispetto delle istituzioni. Sono convinta che in frangenti complessi, quando si prendono decisioni  che a qualcuno possono anche apparire non corrette, bisogna comunque seguire le istituzioni, essere coesi e appoggiarle e far sì che rispondano al meglio”.