Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Terni, guerra in Ucraina: 5 giorni di viaggio e 1.500 km per Lucia e Tatiana con i loro figli

Simona Maggi
  • a
  • a
  • a

Ci sono voluti cinque giorni e 1500 chilometri, a Lucia e Tatiana con i loro figli, per arrivare a Terni. Hanno gli occhi stanchi che raccontano l’orrore che hanno visto da quando è scoppiata la guerra. Hanno dormito anche in stazione e ora finalmente hanno un tetto sicuro, anche se hanno lasciato in patria alcuni dei loro cari.

 

“I nostri mariti sono rimasti in Ucraina – spiegano – perché non possono lasciare il Paese in quanto possono essere reclutati per la guerra. Con i nostri bambini, rispettivamente di 3 e 7 anni, siamo uscite dall'Ucraina e siamo rimaste bloccate prime alla frontiera della Slovenia e alla stazione di Budapest dove abbiamo anche dormito. Poi siamo riusciti ad arrivare a Roma e lì ci è venuta a prendere una nostra conoscente che vive qui in città. Ora siamo sue ospiti, ma appena la guerra finirà siamo pronte a tornare nella nostra patria vogliamo tornare nella nostra terra”.

Lucia e Tatiana sono arrivate a Terni da due giorni e già stanno aiutando a preparare i pacchi che dal ristorante ucraino Kozak, a Borgo Rivo, verranno caricati sui pulmini che nei prossimi giorni partiranno per l'Ucraina. Giovedì ne sono già partiti tre. E' proprio il titolare del ristorante, Andrea Repko, che ha dato la disponibilità per la raccolta di medicinali e cibo a lunga scadenza. Inoltre ha anche organizzato una serie di manifestazioni per dire basta al conflitto.

 

Andrea Repko ha anche messo a disposizione pasti gratuiti nel suo ristorante per i profughi che arrivano in Italia dall'Ucraina e non hanno risorse per mangiare. Anche Maria, che da 21 anni lavora in Italia, sta aspettando nipoti e figli che da tre giorni sono in viaggio verso Terni.

“Quando ho sentiti l'ultima volta i miei cari – dice – erano in Polonia e stavano aspettando un pulmino per arrivare in Italia. Credo che presto saranno qui con me”. Per chi è in Ucraina la situazione è assai complicata perché in diverse zone del Paese ci sono continui assalti. Solo chi è a Leopoli ancora ha i negozi aperti e la situazione è apparentemente tranquilla. L'unica soluzione è il cessate il fuoco.