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Umbria, albergatore raggiunge in bus il confine e salva 22 bambini dalla guerra

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Ha organizzato in meno di 24 ore una spedizione con tre autobus e due macchine private per arrivare alla frontiera con l’Ucraina e salvare dalla guerra donne e bambini. Trentacinque le persone che è riuscito a portare via, 22 di queste hanno meno di 13 anni, due sono neonati. E’ umbro uno degli eroi silenziosi di questo conflitto che sta sconvolgendo il mondo. Si chiama Marco Cocchieri, è di Marsciano, ha 50 anni e da 12 si è trasferito a Elblag, in Polonia, dove gestisce un albergo e due ristoranti.

 

 

 

 

“L’emergenza sanitaria ha provocato grandi danni economici anche qui da noi - spiega al telefono - ma quando è scoppiata la guerra non ci ho pensato un secondo: ho chiuso le prenotazioni del mio albergo e ho messo tutte le camere a disposizione dei profughi. Ma quelli che arrivano in Polonia sono fortunati, molti altri restano bloccati alla frontiera, senza i mezzi per venire via. Così ho deciso di andare io a prenderli: in meno di 24 ore sono riuscito a organizzare tre bus e due macchine”. Ha la voce piena di orgoglio, Marco Cocchieri. Riprende fiato e racconta: “Quando siamo arrivati, abbiamo trovato la disperazione più completa. C’erano persone che ci supplicavano di aiutarle, uomini che ci pregavano di portare via le loro mogli con i bambini. Abbiamo aspettato fino a tarda notte una mamma con sei figli piccoli, quando sono arrivati avevano gli occhi tristi e pieni di paura. Non li dimenticherò mai”. I ventidue bambini portati in salvo hanno quasi tutti tra i 3 e i 7 anni. Un paio sono neonati, i più grandi hanno 13 anni.

 

 

 

 

“Ora sono tutti nel mio albergo - dice commosso Marco Cocchieri - i più piccoli hanno ritrovato una parvenza di serenità, giocano e mangiano tranquilli. E’ chiaro che hanno ancora dentro il dramma che hanno vissuto ma noi cerchiamo di restituirgli un po’ di normalità: abbiamo fatto insieme la pizza per la cena, per esempio”. Ma l’albergatore umbro ci tiene a sottolineare l’incredibile macchina della solidarietà che si è messa in moto quando sui social ha annunciato la sua iniziativa: “Sono arrivati letti, materassi, vestiti, coperte, generi alimentari. La Polonia sta mostrando il suo cuore grande ma non è la sola. Ricevo decine e decine di telefonate, anche dalla mia Marsciano e dall’Umbria tutta di persone che vorrebbero aiutare. In realtà servirebbe l’aiuto dall’Unione europea. Intanto noi, finchè le forze ce lo consentiranno, andiamo avanti facendo tutto quello che è possibile”.