Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Terni, incendio Medei: l'Arpa ha rilevato diossina verso Ponte San Lorenzo

Maria Luce Schillaci
  • a
  • a
  • a

Qualità dell’aria con le diossine e inquinanti lungo un asse che si sviluppa a sud-ovest del luogo dove il rogo è avvenuto in direzione Ponte San Lorenzo”. I risultati delle analisi dell’Arpa dopo il rogo alla Medei Autotrasporti di Sabbione hanno fornito, come spiega l’agenzia, “delle quantità di diossina in linea con la media e, solo per Maratta, leggermente più alti soltanto durante l’incendio nella misura di 62,6 femtogrammi TEQ/m3 nell’arco orario tra le 19,00 del 28 febbraio e le 9,00 del primo marzo. Nel periodo successivo dalle ore 9,00 alle ore 19,00 del primo marzo, i valori registrati sono scesi a 16,0 femtogrammi TEQ/m3. Diverso invece, precisa l’Arpa, il discorso per gli IPA (Benzo(a)Pirene). In questo caso, come previsto tenuto conto della tipologia di materiali combusti, si ha avuto un notevole innalzamento dei valori registrati per poi scendere leggermente con passare delle ore”.

 

Analogie ma anche differenze con il rogo ala Ferrocart per quello che riguarda i microinquinanti: di fatto alla Medei, in un’area di 12mila metri quadrati, a bruciare sono stati soprattutto materiali in legno, vetro e plastica, dunque un incendio molto violento, soprattutto per il legno, mentre alla Ferrocart, in quanto centro di raccolta rifiuti, sono andati in fumo sostanze di vario genere tra cui anche materiale organico.

“I dati sul particolato atmosferico – prosegue l’agenzia - misurati dalle centraline della rete regionale hanno fornito: Maratta: 21 mcg/mc; Carrara: 17 mcg/mc; Narni Scalo: 15 mcg/mc; Borgo Rivo: 11 mcg/mc; Le Grazie: 15 mcg/mc. Per quanto riguarda le concentrazioni dei metalli (Nichel, Arsenico, Cadmio e Piombo) nel particolato atmosferico prelevato a Maratta in prossimità dell’incendio si è avuto un leggero aumento del Nichel, che ha raggiunto i 9,2 ng/m3 nelle ore in cui era attivo l’incendio, per poi abbassarsi a 6,2 ng/m3 già nella giornata del primo marzo”.

Giovedì 3 marzo 2022 si è svolta una riunione con il Comune di Terni, l’Usl Umbria 2 e l’Istituto Zooprofilattico Umbria-Marche: è stato stabilito di effettuare da parte dei servizi preposti dell’Usl 2, i campionamenti delle matrici alimentari, vegetali e animali. “Non appena si otterranno i risultati sugli inquinanti relativi ai giorni successivi all’incendio – si legge nella nota dell’Arpa - si valuterà se proporre ai Comuni la possibile modifica delle ordinanze già emesse”. Resta dunque in vigore la zona rossa con i divieti e le restrizioni in fatto di coltivazioni e uso di alimenti nell’arco di 5 chilometri dal punto del rogo.

 

Sul fronte indagini sono al lavoro, coordinati dal pm Barbara Mazzullo, polizia giudiziaria dei vigili del fuoco, polizia scientifica e carabinieri forestali per accertare cause ed eventuali responsabilità. Le piste vengono tutte vagliate ma con il passare delle ore sembra perdere sempre più credito l’autocombustione, a differenza dell’incendio alla Ferrocart, proprio per la differenza di materiale presente nell’azienda.

Sotto la lente, le testimonianze e le registrazioni delle telecamere della zona. Sembra che il fuoco sia partito dalla zona nord dell’azienda, a ridosso del muro che guarda verso strada Santa Filomena. Da lì poi, anche a causa del vento, si sarebbe esteso ad alcuni capannoni, danneggiandoli fino al crollo. La nube nera avvistata da tutta la città è la fotocopia dell’altro rogo di otto giorni prima. Si fanno dunque sempre più strada le piste del dolo o dell’incidente: innescato volontariamente da qualcuno oppure causato involontariamente da qualcuno o da qualche macchinario.