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Caro energia, Tagina costretta a un nuovo stop alla produzione

Eleonora Sarri
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La decisione è attesa a breve. Ma dalla prossima settimana Tagina potrebbe spegnere di nuovo i forni. Un ulteriore stop alla produzione causato ancora una volta dal caro energia che rende insostenibile dal punto di vista economico la produzione della ceramica a Gualdo Tadino. Già nel mese di gennaio il gruppo Saxa Grès del presidente Francesco Borgomeo aveva spento i forni dopo l’aumento del gas pari al 500%. Una situazione che ha subito un ulteriore aggravamento dopo lo scoppio del conflitto tra Ucraina e Russia e le sanzioni economiche che ne sono conseguite. Un fulmine a ciel sereno per l’azienda che nonostante ordini in costante crescita e fatturati da capogiro (gli ordini del gruppo per il 2022 ammontano a 85 milioni, pari praticamente al doppio del fatturato del 2021) si trova costretta a effettuare una nuova frenata.

Da capire, ma i dettagli verranno sciolti a breve, se il fermo riguarderà solo la produzione, con manutenzione e scelta che invece rimarranno in funzione. Altro aspetto da capire quello relativo alla formula da adottare per i dipendenti. A gennaio infatti si era fatto ricorso allo smaltimento delle ferie. Ora, secondo quanto si apprende, non è escluso il ricorso agli ammortizzatori sociali. Una via percorribile potrebbe essere quella della cassa integrazione straordinaria. Altro nodo da sciogliere quello relativo al tempo della fermata: si parla di almeno 15 giorni.

Tagina e il gruppo Saxa Grès pagano, come molte aziende italiane, l’aumento esorbitante dei prezzi di luce e gas in un momento in cui invece gli ordini dal mercato interno ed estero vanno a gonfie vele dopo il difficile periodo legato alla crisi del Covid. Tra l’altro il gruppo del presidente Borgomeo non dovrebbe risentire più di tanto del blocco dei commerci con la Russia, mercato del tutto marginale, e delle ripercussioni che la guerra in Ucraina sta avendo sul settore. Il Paese dell’Europa orientale è infatti tra i maggiori esportatori di argilla, materia con la quale si produce la ceramica, e numerose sono le fabbriche italiane che si riforniscono proprio in Ucraina. Non Saxa Grès, che ha sempre fatto vanto della sua filiera italiana anche per l’argilla.