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Perugia, partito il primo tir di aiuti per Kiev. La volontaria: "Grazie per la vostra generosità"

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Francesca Marruco
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E’ partito ieri mattina da Perugia un primo Tir riempito fino all’orlo di aiuti per gli ucraini che cercando di mettersi in salvo dalle bombe russe. “Nemmeno ci aspettavamo tutta questa partecipazione, tutta questa generosità, questo aiuto da parte dei perugini che hanno dimostrato di avere un cuore grandissimo. Siamo commossi. Veramente ringraziamo tutti per la vicinanza concreta”. Nataliya Savchenko, a Perugia da 20 anni, in questi giorni staziona nella chiesa di Santa Maria delle Grazie di via Caprera e aiuta come meglio può. 

 


“Con la nostra associazione stiamo cercando di aiutare Don Vasyl Hushuvatyy per la raccolta di viveri e per organizzare l’accoglienza di chi scappa dall’Ucraina” racconta Nataliya che a Perugia insegna russo agli studenti. E, proprio ieri mattina, dalla chiesa di via Caprera, dove ogni giorno la nutrita comunità si riunisce in preghiera, a cui mercoledì ha partecipato anche il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, è partito un primo Tir stipato di generi di prima necessità diretto in Ucraina. La destinazione finale dovrebbe essere Kiev. “Sempre se si riesce ad arrivare” spiega. “Riceviamo tantissime donazioni” aggiunge Nataliya “personalmente rispondo a 50-60 telefonate al giorno di persone che vogliono rendersi utili, e io do loro indicazioni a seconda dei casi. Ci chiamano anche per offrirci medicinali, li ho indirizzati alla Protezione civile, ci sono persone generose che hanno messo a disposizione la loro casa”. 

 


Al momento, i primi profughi che sono arrivati in Umbria lo hanno fatto autonomamente e hanno trovato sistemazioni presso parenti o conoscenti che già abitano qui. “Una donna che vive a Mantignana e  abita in una casa troppo piccola ci ha chiesto aiuto per far arrivare la nuora e tre nipotini. Gli ha trovato una sistemazione il parroco di Mantignana. Tutti vogliono fare qualcosa di buono per aiutarci”. E della sua, di famiglia, Nataliya racconta che dove si trovano i suoi genitori  e sua sorella, al centro del paese, la situazione è ancora relativamente tranquilla. “Mia sorella sta ancora andando al lavoro e i miei genitori, che sono anziani, adesso hanno anche il Covid, quindi sarebbe impossibile per loro spostarsi. Spero che non ci sia bisogno di muoversi in fretta perché poi diventa tutto più difficile. E ad ogni modo, adesso non sarebbero in grado di viaggiare”.  E da Nataliya arriva un appello a fermarsi, “perché alla fine nelle guerre non ci sono né vincitori né vinti, restano solo vedove da consolare e bambini da crescere”.