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Perugia, ladro ucciso nella sparatoria: ai complici 15 anni di carcere

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Fra. Mar.
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Lo lasciarono a morire nell’Audi A6 abbandonata sul ciglio della strada a due passi dalla stazione di Ponte Felcino. Quella notte il commando di ladri albanesi che decisero di non tentare nemmeno di salvare il loro complice, Eduart Kozi, aveva messo a segno diversi furti. In poche ore avevano messo a segno colpi alla tabaccheria Play off di Urbania (16 mila euro), al Caffè Colorado di Città di Castello (13.900 euro), alla tabaccheria Pippi di Pierantonio (150 euro). 

 


Adesso per loro - accusati di una sfilza di furti e anche di resistenza per il tentativo di fuga - e sono arrivate le condanne. Cinque anni e quattro mesi per Madrid Kaja, 37 anni, già agli arresti. Sei anni e due mesi per il suo complice di 25 anni, ancora latitante. Tre anni e sei mesi, con patteggiamento, per Erion Kozi. Erno difesi dagli avvocati Donatella Panzarola, Cristian Giorni e Vincenzo Di Vaio. Sono queste le condanne emesse ieri dal gup, Angela Avila, al termine del processo con rito abbreviato. Sono loro che, secondo il pm titolare dell’inchiesta, Mara Pucci, la notte del 4 ottobre 2018 hanno svaligiato la tabaccheria di Ponte Felcino. Il vigilante e i due carabinieri intervenuti quel giorno - rappresentati da Alessandro Vesi e Nicola Di Mario - indagati e poi archiviati per “legittima difesa putativa” si erano costituiti parte civile. Nei loro confronti il gip ha disposto provvisionali da 5 mila euro ( per il vigilante) e 10 mila (per i carabinieri). 

 

 


“Esprimo soddisfazione per l'esito del procedimento che ribadisce la piena legittimità dell'operato dei carabinieri intervenuti durante la consumazione della rapina - dice l’avvocato Nicola Di Mario -. Il giudice di primo grado ha riconosciuto la penale responsabilità degli imputati confermando il contesto di elevato pericolo, per l'incolumità propria e di terzi, in cui si svolsero le condotte doverose dei militari”.