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Truffa alla Stranieri di Perugia, Granocchia: "Ecco perché siamo stati sempre ignorati"

Alessandro Antonini
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Truffa all'Università per Stranieri di Perugia, amarezza e polemiche. “Ora capisco perché a una nostra proposta di essere inseriti nel progetto non ci hanno mai nemmeno degnati di un cenno”. Il “progetto” di cui parla Giuliano Granocchia, già presidente regionale di Confesercenti, ma in questo caso in vesto di Amministratore della Oxford School, è quello Marco Polo Turandot dell’Università per Stranieri, finito al centro dell’ultima maxi inchiesta che è piombata su palazzo Gallenga. Granocchia con un post polemico a commento di un pezzo del Corriere dell’Umbria riguardante la stessa inchiesta, rivela di non essere mai stato preso in considerazione per la gestione degli studenti.

Il numero degli universitari di Marco Polo Turandot viene stabilito dal Ministero, e poi l’Ateneo ne può delegare una parte a scuole private e agenzie. Secondo gli inquirenti, Cristiano Nicoletti (ex dg), Fabrizio Focolari (ex responsabile relazioni internazionali), Zeng e Liu (dell'agenzia Grifone di Hong Kong) “in concorso tra loro e con altri soggetti non identificati”, avrebbero indotto in errore gli organi amministrativi e di controllo della Stranieri “circa l'avvenuto regolare pagamento dei diritti di iscrizione degli studenti del progetto Marco Polo Turandot, procurando ai titolari delle agenzie cinesi un ingiusto profitto consistente nell'ottenimento di visto di ingresso e nel diritto a partecipare a corsi d'ateneo per gli studenti dalle stesse agenzie rappresentate, con correlato danno all'Università consistente nel mancato incasso dei diritti di iscrizione per un importo non inferiore a 3,9 milioni”.