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Terni, finti tecnici della qualità dell'aria derubano anziano di gioielli e oggetti preziosi

Maria Luce Schillaci
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"Buongiorno, siamo tecnici del Comune, dobbiamo verificare i valori dell'aria all'interno delle case dopo i recenti incendi nella zona di Maratta, metta tutti i suoi beni, cioè gioielli e denaro, dentro il frigorifero per non contaminarli con le sostanze che dobbiamo utilizzare per le nostre verifiche”.

Truffato e derubato. Brutta avventura per un anziano ternano che martedì 1 marzo 2022 ha aperto la porta della propria abitazione a una coppia di persone che si sono spacciati per tecnici comunali incaricati a effettuare controlli della qualità dell’aria nelle case dopo il rogo di lunedì scorso alla ditta Medei di Sabbione.

 

Non è servito molto tempo ai truffatori per distrarre il malcapitato: mentre uno, in salotto, gli forniva informazioni sull’incendio, il complice si è diretto in cucina e in pochi attimi ha preso denaro e oro che erano stati depositati nell’elettrodomestico. Poi i saluti e la fuga repentina. Quando l’uomo è andato a riprendere i suoi beni dal frigo ha capito di essere vittima di una truffa: tranne cibo e bevande, nessuna traccia dei suoi soldi e dell’oro. A quel punto non gli è rimasto altro da fare che chiamare i carabinieri per denunciare il fatto. Le indagini sono state subito avviate.

Dall’Arma il monito a non dare seguito a situazioni del genere: “L’attenzione a tale odioso fenomeno – rimarcano dal comando carabinieri - deve rimanere sempre alta da parte di tutti, delle forze dell’ordine e dei cittadini, ed è per questa ragione che continuano gli incontri dei carabinieri con le persone appartenenti alle cosiddette fasce deboli durante i quali vengono illustrate, di volta in volta aggiornandole, le tecniche truffaldine sempre nuove attuate dai criminali. E’ importante che chi subisce tale reato non abbia vergogna o timore a denunciare l’accaduto*.

 

 

Quanto al rogo alla Medei, le indagini della procura stanno proseguendo nel massimo riserbo coordinate dal pm Barbara Mazzullo. In campo la polizia giudiziaria dei vigili del fuoco e i carabinieri forestale che stanno ascoltando testimonianze e visionando le immagini registrate dalle telecamere che si trovano nella zona. Due roghi violenti nella zona industriale a distanza di otto giorni non possono che sollevare dubbi. Al momento nessuna pista viene esclusa, anche se il rogo alla Medei sembra avere delle diversità dal precedente alla Ferrocart: in questo ultimo caso dalla procura non si escludono cause accidentali dovute ad autocombustione. Quanto all’incendio di lunedì le bocche restano cucite, l’ombra del dolo non viene confermata ma neppure esclusa così come quella dell’incidente.

Nel frattempo proseguono i campionamenti di Arpa e Usl per accertare i contraccolpi relativi agli inquinanti: per oggi sono attesi i dati sulla diossina mentre resta in vigore la zona rossa: nel raggio di 5 km dal punto del rogo è vietato raccogliere e consumare i prodotti alimentari coltivati, raccogliere e consumare funghi epigei spontanei, vietato il pascolo e il razzolamento degli animali da cortile.