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Perugia, stampa russa e ucraina si confronteranno al Festival del giornalismo

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“Dopo due anni torniamo. Avevo immaginato un clima e contesto diverso. Mai avremmo immaginato questo senza nemmeno essere ancora usciti dalla pandemia. Al festival ci saranno i nostri fratelli e sorelle ucraini e russi, giornalisti e giornaliste impegnati da anni per raccontare i loro paesi ai loro concittadini e al mondo, fra questi Meduza.io e Kyiv Independent, e saranno insieme anche nello stesso panel”. Sono le parole che Arianna Ciccone, organizzatrice del Festival internazionale del giornalismo di Perugia insieme al marito Christopher Potter, scrive in un post del suo profilo Facebook annunciando per domani alle 11 la presentazione della prossima edizione. Il Festival tornerà dopo due anni di stop dal 6 al 10 aprile con una formula diversa. “Ci metteremo in ascolto e ci confronteremo con chi è impegnato per una società più giusta - riporta sempre Ciccone - : lavoro, scuola, scienza, diritti, migrazioni”.

 

 

Già annunciati 400 speaker e presentate anche le prime 150 sessioni del programma nel sito IJF su un totale di 270 che saranno svelate nell’incontro di domani. Il Festival conferma la sua natura internazionale con delle sessioni in lingua inglese. In particolare queste ultime si terranno giovedì 7, venerdì 8 e sabato 9 aprile. Mercoledì 6 e domenica 10 aprile ci saranno solo sessioni in lingua italiana. Inoltre è stata inserita una pausa minima di 30 minuti tra le sessioni in tutte le sedi in tutti i giorni del programma. “Ciò consentirà la messa in onda completa e un’adeguata pulizia dei luoghi tra le sessioni” precisano gli organizzatori. Nelle sessioni annunciate ci sarà spazio per parlare della scuola che vogliamo con Vanessa Roghi, Franco Lorenzoni, con gli studenti e le studentesse impegnati nelle proteste di questi giorni, a rappresentarli ci saranno Ismaele Calaciura e Sofia Scarpellini. 

 

 

Eutanasia e diritto di scelta sarà un’altra sessione del Festival con Marco annoni, Marco Cappato e Laura Santi. Non potrà mancare lo spazio dedicato a comunicare la scienza. Di incertezza scientifica, infodemia, comunicazioni istituzionali poco chiare e contraddittorie, scontri tra addetti ai lavori, media poco responsabili, decisioni disorientanti dopo due anni di pandemia ne parleranno Roberta Villa, Nino Cartabellotta, Beatrice Mautino e Barbara Gallavotti. Vera Gheno e Karma B tratteranno il tema del Comunicare senza discriminare: cultura queer, drag queen e schwa. Sono solo alcune anticipazioni di un programma che a breve sarà annunciato per intero.