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Terni, incendio a Sabbione. Riaprono le scuole ma resta la zona rossa

Maria Luce Schillaci
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Da mercoledì 2 marzo riaprono le scuole dopo la chiusura a seguito del rogo alla ditta Medei (nella foto di Stefano Principi). Il sindaco di Terni, Leonardo Latini, ha emesso l’ordinanza: è il risultato della riunione avuta congiuntamente con Arpa e Usl. Scuole aperte anche a Narni e a Stroncone.  Pronti i primi dati dei campionamenti e delle analisi dei tecnici relativi al particolato atmosferico misurati dalle centraline: Maratta: 21 mcg/mc; Carrara: 17 mcg/mc; Narni Scalo: 15 mcg/mc; Borgo Rivo: 11 mcg/mc; Le Grazie: 15 mcg/mc. L’attesa è per i dati sulla diossina che dovrebbero arrivare entro il fine settimana.

Dal Comune fanno sapere che “sono ancora in corso di completamento le analisi sui filtri dei campionatori installati presso le centraline della rete fissa per la valutazione dei microinquinanti e dei metalli, si procederà inoltre con i campionamenti sulle matrici alimentari, in accordo con la Usl 2”. Come era prevedibile restano alcuni dei divieti già indicati nella precedente ordinanza, nell’area del raggio di cinque chilometri dal luogo dell’incendio: divieto di raccolta e consumo di prodotti alimentari coltivati; divieto di raccolta e consumo di funghi epigei spontanei; divieto di pascolo e razzolamento degli animali da cortile; divieto di utilizzo di foraggi e cereali destinati agli animali. I tecnici dell’Arpa spiegano inoltre che “il modello di diffusione degli inquinanti mostra un’area di ricaduta che si orienta dal punto dell’incendio verso l’area di Ponte San Lorenzo e si estende fino a circa cinque chilometri dal punto dell’incendio”. I rilievi stanno proseguendo: la Usl 2, Dipartimento di prevenzione, ha riferito che “i servizi effettueranno sopralluoghi congiunti con Arpa presso imprese produttrici di alimenti di origine vegetali come orti, piantagioni e presso allevamenti, con particolare riferimento all’alimentazione animale, nelle zone di massima ricaduta individuate”. Dunque un copione che si ripete, proprio come avvenuto la scorsa settimana con il rogo alla Ferrocart, almeno sul piano tecnico e ambientale.

Altro aspetto sono infatti le indagini: polizia giudiziaria dei vigili del fuoco e carabinieri forestali sono al lavoro con il coordinamento del pm Barbara Mazzullo per fare chiarezza sulle cause che hanno provocato il rogo nell’azienda di autotrasporto di Sabbione, anche per accertare eventuali responsabilità. Anche in questo caso tutte le piste vengono al momento vagliate con la massima attenzione.