Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Terni, Arvedi svela i progetti per il rilancio delle Acciaierie

Esplora:

Antonio Mosca
  • a
  • a
  • a

L'operazione Ast targata Arvedi vale 1,5 miliardi. E’ questa la cifra destinata dal gruppo lombardo, diventato il primo player dell’acciaio italiano, al deal e agli investimenti. L’importo di questi ultimi è pari a 800 milioni mentre gli altri 700 sono serviti per l’acquisto. Così il cavalier Giovanni Arvedi in un’intervista pubblicata martedì primo marzo dal Sole 24 ore. Il gruppo siderurgico cremonese vanta un fatturato di otto miliardi in base all’esercizio appena chiuso e al centro della sua attenzione ora ci sono le Acciaierie ternane. Arvedi ha ribadito l’importanza della sostenibilità ambientale e dei progetti di sviluppo legati alla green economy, all’idrogeno e alla decarbonizzazione. 

Il cavaliere, che nei prossimi giorni tornerà a Terni, ha detto di essersi emozionato quando ha visto sventolare il tricolore all’ingresso delle Acciaierie di viale Brin e ha affermato che Ast deve tornare ad essere competitiva. “Terni - ha detto ancora al quotidiano economico - rappresenta una storia industriale e sociale scritta da uomini”. Arvedi ha anche parlato della proposta di inserire nel board due rappresentanti dei lavoratori, ribadendo che è sua intenzione non dividere, ma dialogare con il sindacato per il raggiungimento di obiettivi comuni. Arvedi ha poi ricordato che “il lamierino magnetico, e in particolare la sua crescita trainata dall'auto elettrica, è tra le priorità”.

E l’obiettivo è produrne almeno 200 mila tonnellate, salvo poi raddoppiare la cifra in futuro. Arvedi ha parlato anche del suo rapporto profondo con la fede. E ha poi ricordato che il piano ambientale è pronto grazie al lavoro in due diligence e che presto sarà discusso con le istituzioni. Ci sarà anche un piano sociale che sarà portato al confronto con i sindacati. Nei prossimi giorni sarà reso noto il nome del nuovo capo del personale. Circola con sempre maggiore insistenza quello di Giovanni Scordo, attuale responsabile del Clt.