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Il racconto del ristoratore umbro Massaro, bloccato in Ucraina: "Sto scappando dalle bombe in autostop"

Alessandro Antonini
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Prima ha messo in salvo suo figlio, poi è scappato dalle bombe, in autostop. Ma è ancora bloccato in Ucraina: si è nascosto in un villaggio in campagna. E’ la storia di Luigi Massaro, 64 anni, di Valtopina, che al momento dello scoppio della guerra si trovava nella sua seconda casa a Mykolaiv, a 30 km dal Mar Nero e 130 km da Odessa. Lì abitava con la compagna, Oxana e il figlio Alexander. “Il primo bombardamento nella nostra città - ha detto Massaro al Corriere dell’Umbria - ha interessato l’aeroporto militare. Mykolaiv è una realtà da mezzo milione di abitanti e ci sono tante fabbriche e punti di interesse militare. Ho capito che eravamo in pericolo. Così il giorno dopo ho trovato un posto libero per far uscire mio figlio di 17 anni dalla città. La mia compagna, che si trovava in quel momento a 500 km, è riuscita dopo tre giorni in fila alla frontiera a raggiungere la Polonia e poi Cracovia. Stamattina (ieri, ndr) è arrivata a Foligno, dopo essere atterrata con un volo diretto a Ciampino. Io il giorno dopo ho fatto un tratto di strada in pullman e poi con l’autostop sono riuscito farmi dare un passaggio da due contadini e ho raggiunto una zona rurale, in campagna, dove al momento sono al sicuro. Qui ora c’è anche mio figlio Sono in contatto con la Farnesina, mi hanno geolocalizzato ma mi hanno detto che devo stare qui e non mi devo muovere, per ora”.

Dopo la sua fuga dalla città è stato bombardato anche l’aeroporto civile e 20 carrarmati sono entrati nel centro abitato. “Dieci sono stati distrutti e gli altri hanno battuto in ritirata - racconta ancora Massaro - dato che la resistenza civile si è organizzata: dalle finestre dei palazzi le donne lanciano le Molotov, che qui hanno ribattezzato Bandera (in riferimento all’omonimo nazionalista ucraino, ndr) smoothies (frullati, dall’inglese), sui carri russi. Russi che colpiscono anche obiettivi civili, palazzi, condomini. Le truppe di Putin sembrano disorientate, sono soldati giovani che si aspettavano di essere accolti come liberatori. Invece hanno tutta la gente contro, animata da un forte spirito nazionalistico”, continua Massaro, che in Umbria è proprietario e gestisce due ristoranti, il Flamingo di Bastia Umbra e l’osteria Flamingo sul Clitunno, a Campello. “Restiamo qui in attesa di una tregua - fa sapere Massaro - e ci è stato consigliato di non rivelare il luogo in cui ci troviamo per questioni di sicurezza”. Il fratello di Luigi Massaro, Paolo, è consigliere comunale a Gualdo Tadino.

Il comune amministrato da Massimiliano Presciutti sta preparando l’accoglienza di profughi diretti in Italia. La compagna Oxana sta organizzando una casa di proprietà per accogliere una famiglia che sta tentando di uscire dalla frontiera moldava. “Spero che tutto finisca presto, sono diabetico e ho medicine per non più di un mese. Poi non vedo l’ora di tornare al lavoro in Italia”, conclude Massaro.