Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Umbria, partono il 15 marzo i pagamenti per l'assegno unico a 39 mila famiglie

  • a
  • a
  • a

Sono quasi 39 mila (38.753) le domande arrivate dall’Umbria per l’assegno unico familiare. I richiedenti sono il 34,1% del totale. Il numero dei figli per cui è stato chiesto il contributo è di 63.308. I dati sono quelli forniti dall’Inps, aggiornati al 28 febbraio, termine ultimo per ricevere il pagamento a partire dal 15 marzo. L’Istituto nazionale di previdenza avvierà ora i controlli per verificare il diritto alla prestazione avvalendosi di banche dati interne ed esterne.
 Quasi la metà delle domande (19.818) sono state inviate direttamente dal cittadino, 12 attraverso l’aiuto del contact center, 7.034 con la cooperazione applicativa, 11.889 avvalendosi del supporto del patronato. “Solo l’Inca Caf della Cgil ha gestito, tra gennaio e febbraio, 6.000 richieste di Isee, l’indicatore della situazione economica della famiglia, per pratiche legate all’assegno unico familiare”, evidenzia il responsabile per l’Umbria, Roberto Panico. “Abbiamo cercato di dare il maggior supporto possibile ai cittadini - spiega Beatrice Billardello, coordinatrice Caf Cisl Umbria - incrementando personale e orari laddove vi era maggiore richiesta. Complessivamente abbiamo avuto, tra gennaio e febbraio, una maggiorazione di richieste dell’Isee del 60%”. Ma il sospetto, secondo Roberta Prosperi, responsabile sistema servizi fiscale della Cgil di Perugia, è che molti lavoratori non abbiano avuto la totale percezione della valenza della misura e si ritroveranno a marzo una sorpresa in busta paga. Vincenzo Ferraioli, direttore Caf Uil Umbria, concorda: “Probabilmente non c’è stata molta chiarezza e alcune famiglie hanno presentato domanda senza allegare l’Isee non rendendosi conto che il vecchio sistema delle detrazioni fiscali verrà meno. Ma non c’è da preoccuparsi, siamo ancora nei tempi per intervenire”. Le domande presentate entro il 30 giugno, infatti, danno comunque diritto agli arretrati a partire dal mese di competenza di marzo. 

 

 

 

 


 

 

Fabrizio Fratini, responsabile Ires Cgil, sta effettuando una simulazione sugli effetti sulle retribuzioni medie. Di certo, in presenza di redditi da lavoro medio-alti ma non cospicui e di un Isee superiore a 40 mila euro, l’erogazione di un assegno unico con valore fisso di 50 euro determinerà, per i beneficiari, un sostegno economico decisamente inferiore rispetto a quanto percepito in precedenza. Con una perdita possibile annua fino a 946 euro rispetto alla situazione precedente con due redditi da lavoro di padre e madre rispettivamente di 35 mila euro e 18 mila euro, coniugati e con due figli maggiori di tre anni e un Isee superiore a 40 mila euro.  

 

 

 

 

 

“L’assegno unico non ha niente a che fare con l’assegno al nucleo familiare - spiega Panico - infatti richiede come unico parametro selettivo l’Isee, determinante solo per definire l’importo spettante per ciascun figlio o figlia, favorendo così l’equilibrio tra universalità progressività della misura. Chi non presentasse l’Isee avrà comunque diritto all’importo minimo dell’assegno, 50 euro al mese per i nuclei con Isee superiore a 40 mila euro. Sarebbe stato importante a nostro avviso che la presentazione dell’Isee fosse obbligatoria perché questo avrebbe sottolineato ancora di più l’universalità della prestazione coniugata con la trasparenza di una dichiarazione dei redditi e patrimoni da parte del percettore”.