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Perugia, maxi truffa all'Università per Stranieri: coinvolti 1.600 studenti cinesi

Alessandro Antonini
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Sono 1.600 gli studenti cinesi coinvolti nella presunta maxi truffa della Stranieri, che ha provocato un buco accertato dai pubblici ministeri di almeno 3,9 milioni. 
Di questi solo per 322 l’ateneo aveva acquisito gli indirizzi di residenza. E’ tutto scritto nelle carte dell’inchiesta della Procura di Perugia. In questo caso nell’esposto presentato proprio dagli uffici dell’università stessa nel novembre del 2019 una volta scoperto il problema dei mancati incassi dalle iscrizioni ai corsi di lingua del progetto Marco Polo-Turandot nel consuntivo 2018. “Un primo fondamentale dato - è scritto nelle carte - è quello della numerosità dei debitori, oltre 1.600, a fronte di un importo medio da recuperare, per ciascun creditore di circa 3.250 euro, con un massimo di 6.500 e un minimo di 5 euro”. Con questi dati la cifra complessiva dell’affare arriva a 5,2 milioni, tra il 2015 e il 2019. Un secondo dato non meno decisivo per chi ha scoperchiato il vaso di Pandora è quello concernente la “peculiare situazione dei debitori, tutti cittadini cinesi di giovane età (con un’età media di 20 anni al momento dell’iscrizione) che non posseggono debiti propri né beni aggredibili in Italia”.

Insomma, tutti crediti ormai persi. Di più: “A conferma della deplorevole pratica di cattiva amministrazione a seguito dell’effettiva verifica dei dati riguardanti le oltre 1.600 posizioni - è scritto nell’esposto - è emerso come solo 322 indirizzi di queste risultino regolarmente acquisiti, mentre i restanti sono inutilizzabili in quanto incompleti in tutto o in parte”.

I pm Paolo Abbritti e Giampaolo Mocetti hanno formulato l’ipotesi di truffa per Nicoletti, Focolari (ex dg ed ex responsabile relazioni internazionali) Zeng e Liu (dell’agenzia Grifone di Hong Kong) perché “in concorso tra loro e con altri soggetti non identificati” avrebbero indotto in errore gli organi amministrativi e di controllo della Stranieri “circa l’avvenuto regolare pagamento dei diritti di iscrizione degli studenti del progetto Marco Polo Turandot, procurando ai titolari delle agenzie cinesi un ingiusto profitto consistente nell'ottenimento di visto di ingresso e nel diritto a partecipare a corsi d'ateneo per gli studenti dalle stesse agenzie rappresentate, con correlato danno all'Università consistente nel mancato incasso dei diritti di iscrizione per un importo non inferiore a 3,9 milioni”. Per 47 di questi studenti sarebbe stato “attestato falsamente” anche il soggiorno all’Adisu.