Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Guerra in Ucraina, strutture Caritas umbre al completo. L'appello: "Chi può ci aiuti ad accogliere i profughi"

Sabrina Busiri Vici
  • a
  • a
  • a

"Un’emergenza sull’emergenza: dalla pandemia alla guerra e ora ci troviamo al completo con le strutture Caritas da destinare all’accoglienza. A Perugia non c’è un posto libero”. Parla don Marco Briziarelli direttore Caritas della diocesi di Perugia e Città della Pieve al lavoro per organizzare gli interventi da destinare al popolo ucraino sia attraverso l’approvvigionamento di cibi, farmaci, indumenti sia per far fronte all’arrivo di persone in fuga dai territori di guerra. “Si prevedono 120 mila profughi e qui in Umbria abbiamo una comunità numerosa di oltre 5 mila persone perciò dobbiamo essere preparati all’accoglienza, per questo facciamo fin da subito appello accorato a tutte le donne e a tutti gli uomini della comunità diocesana affinché vengano messe a disposizione abitazioni e strutture attualmente non utilizzate. Di fronte alle vittime di guerra è necessario assumere un atteggiamento fraterno e accogliere chi ha perso o sta perdendo tutto”.

 

 

A coordinare sul campo le operazioni di accoglienza c’è anche don Basilio Hushuvatyy, parroco della comunità Ucraina cattolica di Santa Maria delle grazie a Perugia (zona San Faustino). Sto cercando di coordinarmi con le diocesi e il sindacato per capire come far front ai prossimi arrivi. A Perugia nelle prossime ore sono già attese oltre dieci persone da quanto abbiamo potuto apprendere. Ma ne prevediamo molte altre nei prossimi giorni”.

 

 

All’opera anche don Stefano Tondelli, direttore della Caritas diocesana di Terni: Abbiamo attivato un monitoraggio per capire quale e quante strutture abbiamo disponibili, stiamo facendo un lavoro di rete e nel caso, di fosse bisogno investiremo risorse”. Don Stefano fa sapere che il punto sarà fatto martedì 2 marzo in un incontro con il comune e le diverse associazioni del territorio. “Per quanto riguarda gli aiuti da inviare in Ucraina - specifica don Stefano - in queste ore stiamo cercando di capire cosa è possa essere più necessario. E subito attiveremo la raccolta”. Intanto le parrocchie organizzano veglie di preghiera per dare conforto agli ucraini allarmati per le sorti dei loro cari lontani. “Ascolto e preghiera è questo quanto ci chiedono in queste ore”, precisa don Marco.