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Nella Perugia smart city le edicole faranno certificati e da infopoint

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Perugia in formato smart city avrà edicole che funzioneranno da uffici relazioni con il pubblico (Urp) per il rilascio di certificati, anagrafe, asl e da infopoint. Un’estensione del concetto di rivendita di giornale che è allo studio del Comune di Perugia e dell’azienda che ha vinto il bando per la realizzazione delle infrastrutture utili a rendere Perugia una città tecnologicamente avanzata. Insomma potrebbero aprirsi nuove opportunità per attività in grande sofferenza: oggi in città e dintorni si contano circa 55 rivendite. Mentre, a livello regionale, i numeri rilevano una perdita quasi del 45% in dieci anni: dalle 800 rivendite censite nel 2011 si è scesi ben sotto, oggi siamo a circa 491 attive (361 su Peruga e 130 su Terni).

 

 

Le idee, basate anche su odg precedentemente votato all’unanimità, sono sul tavolo dell’assessore allo sviluppo economico Gabriele Giottoli ma c’è ancora qualche nodo da sciogliere e alcuni passaggi da verificare. “Nell’implementazione dei servizi servirà prima capire come potrà essere realizzata in un edicola la funzione della apposizione firme da parte del funzionario pubblico necessaria per il rilascio di alcuni certificati - puntualizza l’assessore Giottoli - così come, nell’area infopoint, bisognerà valutare come potrà essere sviluppato il sistema di informazioni e magari di prenotazioni biglietti. Sono aspetti che necessitano di ulteriori approfondimenti”. Prematuro quindi parlare già di tempi e costi? “Assolutamente, vorremo prima fare un’analisi di costi e benefici - prosegue Giottoli - quindi capire quanti e quali sono gli edicolanti interessati al progetto e stipulare con loro un accordo riducendo al minimo le spese a carico degli stessi edicolanti”.

 

 

Questa comunque è la direzione futura. Intanto si ricorda che il Comune di Perugia, anche per dare impulso a un settore in crisi, ha introdotto sgravi fiscali per edicole e chioschi con il regolamento per il canone unico patrimoniale introdotto da gennaio 2021. Ma questo non basta a fermare le progressive chiusure.