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L'angoscia degli ucraini dell'Umbria per i parenti: "Situazione drammatica, inizia a mancare il carburante"

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Sconvolta dalle notizie dello scoppio della guerra è anche la comunità ucraina in Umbria, che consta di circa 5 mila persone. A Terni vive ormai da trent’anni un noto ristoratore, Andriy Repko (nel riquadro), che gestisce un conosciutissimo locale al centro commerciale Le Fontane, nella zona di Campitello. Insieme a lui la moglie, che invece ha lasciato la sua terra natale da soli due anni e in Ucraina ha ancora tutti i parenti più stretti.

 

“Stiamo vivendo con angoscia queste ore, con le tragiche notizie che arrivano dal nostro Paese – spiega Andriy al Corriere -. Io sono arrivato in Italia dal 1992, e qui ho portato anche mia madre, ma in Ucraina ho ancora mia nonna e altri parenti, che ci stanno rappresentando tutta la drammaticità del momento che stanno vivendo. Mia moglie, invece, ha tutti i suoi affetti più cari, i genitori, la sorella e altri”.

“Le notizie che arrivano – continua Andriy Repko – ci rappresentano una situazione veramente tragica, anche se i nostri familiari vivono a Leopoli (a circa 70 chilometri dal confine con la Polonia ndr) che al momento sembra una delle zone più tranquilla, al punto che proprio in questa città sono state trasferite momentaneamente le ambasciate e le rappresentanze diplomatiche".

 

"E’ scattata la corsa a fare rifornimento di carburante - riferisce ancora il ristoratore - stamattina ci sono lunghe file ai distributori e in diversi parte già non si trova più. Sappiamo che sono stati bombardati gli aeroporti, è impossibile lasciare il Paese, la situazione, torno a ripetere, è veramente drammatica. Ci teniamo in stretto contatto con i nostri familiari, anche perché molte notizie che abbiamo sentito sui media non corrispondono a verità, come quelle che ci sarebbe chi è partito volontariamente per la Russia”.

Il locale a Terni di Repko è un po’ il punto di riferimento di tantissimi ucraini, visto che propone nel menù tutte le specialità gastronomiche del Paese. “Ognuno dei miei connazionali ha in Ucraina parenti, anche stretti, come genitori, mariti, figli, nipoti. Siano veramente in angoscia”.