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Norcia, bambina nasce in casa: poco prima la mamma era stata in ospedale

Rosella Solfaroli
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Partorisce in casa a Norcia una bimba di 3,2 chili dopo essere tornata dall’ospedale di Foligno dove si era recata per effettuare una delle ultime visite prima di mettere al mondo la sua creatura. E’ finita bene, anche grazie alla professionalità di una ostetrica del posto che ha fatto nascere la piccola, la vicenda di cui sono stati protagonisti due cittadini di Norcia, Anna Lichen, 46 anni già mamma di Enrico, e papà Gianluca, che nella serata di martedì scorso, alle 20.30, sono diventati genitori di Angelica. E a raccontare quei momenti di grande emozione e anche un pizzico di preoccupazione è la stessa ostetrica che ha fatto nascere la piccola, Alessia Altobelli, nursina e vicina di casa di Anna e Gianluca.

 

 


Mi ha suonato alle 20,15 la cognata di Anna dicendomi che la bambina era ormai in procinto di nascere – racconta l’ostetrica nursina - quando sono entrata in casa l’atmosfera era bellissima e d’altri tempi. Sul letto c’era la coperta anni 20, e vicino gli asciugamani della nonna e il catino. La bambina era già in procinto di nascere e quando è venuta fuori c’è stato un attimo di commozione generale”. Una sorta di parto di altri tempi scandito però dalla modernità di un collegamento telefonico in viva voce con il ginecologo della donna “che le scandiva, minuto per minuto, cosa sarebbe avvenuto da lì a poco”, aggiunge l’ostetrica Alessia Altobelli. Una bambina nata tra le mura della sua casa non per scelta dei genitori, dunque, ma per il sopraggiungere delle contrazioni che a mamma Anna si sono manifestate immediatamente dopo essere tornata a casa dal San Giovanni Battista di Foligno dove si era recata per il monitoraggio pre-parto allo scoccare della 36esima settimana di gestazione. Una visita che non lasciava presagire che da lì a poco Angelica sarebbe venuta al mondo, dato che poi, tra l’altro, al termine della gestazione mancavano ancora almeno tre settimane.

 

 

Una storia a lieto fine che riporta alla luce la vicenda della chiusura del Punto nascita di Spoleto. “Questa storia dimostra che è un rischio non riaprire il punto nascita di Spoleto – dice Enzo Ercolani dell’associazione San Matteo – se si sta aspettando l’incidente, prima o poi arriva. Stavolta è andato tutto bene, nonostante i neo genitori abbiano dovuto attendere, per di più, l’ambulanza che arrivasse da Cascia, dato che quella di Norcia era uscita per un soccorso, per il trasporto post parto all’ospedale di Foligno. Le cose sono due – conclude Ercolani - o impedisci alle donne di partorire o devi metterle nelle condizioni di avere l’assistenza adeguata”.