Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Frosio, il funerale: la maglia del Perugia sul feretro. Il figlio Alex: "Morto a causa del Covid"

Domenico Cantarini
  • a
  • a
  • a

Era gremito il Duomo di Monza. Di cuori, lacrime, amore ed amicizia, di dolore e anche bontà. La stessa bontà che Pierluigi “Piero” Frosio ha distribuito sulla vita di tutti per 73 anni. La stessa citata dalla figlia Sarah, insieme alla famiglia. “Non voglio che oggi sia un giorno triste, celebriamo la persona buona e semplice che era papà. Un leader, un trascinatore, un capitano, un colonnello ma anche padre e nonno”. In tantissimi hanno portato l’ultimo saluto al capitano del Perugia dei miracoli.

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da A.C. Perugia Calcio 1905 (@acperugia_official)

 

A Monza c’era una bella fetta della storia del calcio e un lungo applauso ha accompagnato l’ultimo viaggio terreno di Frosio. Dagli ex compagni e amici fraterni Vannini, Novellino e Nappi, all’ex diesse del Grifo imbattibile Ramaccioni, passando per Marotta, Galliani, Stroppa, Zamagna, l’ex grifone Rolando Bianchi, la delegazione del Perugia calcio (il diggì Comotto, l’addetto stampa Baldoni e una rappresentanza del settore giovanile) e anche alcuni tifosi biancorossi. Sulla bara la maglia numero 4 del Capitano, accanto i gonfaloni di Perugia, Monza, Atalanta e U.S. Aldini.

 

 

Toccante e comunicativo il figlio Alex Frosio: “In un messaggio che gli ho inviato quando stava ancora lottando gli ho scritto ‘ricorda che sei imbattibile’ e mi ha risposto ‘non ti deluderò’: non mi ha deluso. Mio padre è morto a causa del Covid perché la malattia che aveva affrontato l’aveva superata brillantemente. Era vaccinato e quindi dico vaccinatevi, è un’occasione per ricordarlo: così si proteggono anche coloro che, come mio papà, da soli non ce la fanno. Ho avuto la fortuna di poterlo salutare e dirgli tutto, oggi voglio ringraziare voi: ho sempre saputo che era un grande, ho avuto la conferma”.