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Imprenditore umbro indagato per turbativa d'asta dalla Procura di Palermo

Francesca Marruco
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Secondo la Procura di Palermo, in combutta con il direttore generale dell’Azienda siciliana trasporti, avrebbe venduto autobus usati, importati da Israele, con finti sconti, nell’ambito di presunte gare truccate. E’ per questo motivo che un imprenditore di Cannara, il 63enne, Alessio Porzi, ieri è risultato tra i destinatari delle misure cautelari eseguite dalla guardia di finanza su disposizione della Procura siciliana. In particolare, nei suoi confronti, è stato disposto il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per 12 mesi. Secondo quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip palermitano, Marco Gaeta, il direttore generale dell’Ast Fiduccia e Porzi avrebbero messo in piedi “uno schema di elusione della gara in favore di un affidamento diretto a Porzi e si è ripetuta nei mesi successivi”. 

 


“In particolare - si legge nelle 214 pagine di ordinanza di custodia cautelare - è stato accertato come Fiduccia Andrea e Porzi Alessio, una volta definito il prezzo reale di alcuni automezzi, abbiano artificiosamente convenuto di aumentare l’offerta formulata dalla Porzimark (l’azienda di Porzi, ndr) all’Ast, in modo tale che, in seguito, la citata Porzimark potesse accordare una richiesta di sconto formulata dall’Ast. Lo sconto - spiega ancora il gip - è diventato quindi la scusa per poter giustificare l’acquisto diretto di autobus senza alcuna procedura di evidenza pubblica, invocando l’eccezionale regime di acquisto di opportunità”.  Nello specifico, secondo la ricostruzione accusatoria, per ogni autobus, l’azienda umbra, avrebbe “maggiorato” in maniera finta e predefinita, ogni autobus per 10 mila euro. Nell’ordinanza ci sono anche diverse intercettazioni tra Porzi e il dg di Ast. In una in particolare, Porzi dice: “Sono mezzo pronto nel senso che ho fatto tutto quanto, io conti, poi lei mi risponda quanto sconto vuole, ma io l’ho già fatto, perché ci ho messo questi 10 mila euro che poi lei mi deve togliere, come abbiamo detto”. 

 

 


Porzi quindi, sarebbe stato tra gli imprenditori che - secondo l’accusa - Fiduccia avrebbe favorito a scapito di altri. Per gli inquirenti, Fiduccia, che è finito ai domiciliari, gestiva l’Ast, l’azienda partecipata dei trasporti della Regione Siciliana per ottenere in cambio anche posti di lavoro per i suoi familiari. Stando alle intercettazioni condotte dai finanzieri di Palermo, il dirigente avrebbe anche assunto più del doppio del personale di cui necessitava l’azienda. “ All’Ast non si assumeva in base ai titoli ma in base alle indicazioni dei vari partiti. È emerso inoltre che, laddove servivano 5 persone spesso ne venivano assunte anche 25”, ha spiegato il colonnello Gianluca Angelini, del nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza. Appresa la notizia dei domiciliari disposti per il dirigente dell’Ast, il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha dato mandato ai suoi legali di presentare denuncia contro Fiduccia.  Porzi invece, raggiunto telefonicamente, si dice estraneo alle contestazioni.