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Alberto Pasquale, neo direttore di Umbria Film Commission: "Faremo conoscere i luoghi più suggestivi della regione”

Sabrina Busiri Vici
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Un tour per conoscere le potenzialità dell’Umbria da cinema e audiovisivo. È quanto risulta dall’agenda di Alberto Pasquale, neo direttore di Umbria Film Commission.

Direttore, quale sono state le tappe finora e cosa ne è emerso?
Sono stato a Terni, visitando il Centro Multimediale e Papigno; poi alla Scarzuola, a Deruta, Todi, Orvieto e Amelia. Presto vedrò Spello, Assisi, Foligno, Spoleto, Gubbio, Bettona, Montone, Città di Castello e Castiglione del Lago. Ovviamente molti di questi e altri luoghi li ho visitati in passato da turista appassionato. In ogni caso, col tempo mi farebbe piacere toccare tutti i rimanenti dei 92 comuni della regione. Nel frattempo, con ANCI – Umbria stiamo programmando un incontro collettivo con tutti i sindaci umbri e con gli assessori direttamente interessati alle attività cinematografiche e al turismo. Dal mio tour iniziale posso dire che emerge, oltre al riscontro innegabile delle bellezze dei centri più conosciuti, la scoperta di quanto ci sia ancora da offrire soprattutto nei borghi situati nelle località meno note al grande pubblico. Ciascuna di queste località esprime una propria identità e delle specificità davvero uniche. 

 

 

Ha una sua linea in tale direzione?
Vengo dall’esperienza di Lazio Cinema International, dove c’è la volontà di valorizzare le aree meno note della regione, pur sostenendo quelle più conosciute. Mi piacerebbe sollecitare qui in Umbria interventi in tal senso.

UFC attrattore di set o altro ancora?
Fra le varie azioni, abbiamo intenzione di contribuire allo sviluppo del settore della formazione, sia in ambito universitario e post-universitario che tecnico-professionale, perché — oltre ad attrarre sul territorio produzioni nazionali e internazionali — dobbiamo essere in grado di fornire localmente le diverse competenze che un mercato in forte crescita richiede. Nel frattempo stiamo collaborando con gli uffici regionali alla redazione del nuovo avviso «Umbria Film Fund 2022», per il sostegno alle imprese del settore audiovisivo e la realizzazione di contenuti finalizzati alla diffusione di conoscenza dell’offerta turistica, creativa e culturale regionale. Ci farebbe piacere collegare l’attrazione degli investimenti all’utilizzo di qualificate risorse umane locali.

A marzo è in programma il festival delle professioni del cinema a Spello, come sta stringendo i rapporti con queste realtà?
Le professioni del territorio sono una grande ricchezza, che va conosciuta e valorizzata. Oggi sono richiesti livelli molto elevati in tutti i reparti, perché la competizione è a livello globale. Stiamo peraltro rivedendo i criteri di iscrizione e catalogazione dei professionisti che intendono far parte del database gestito dall’UFC attraverso il sito istituzionale. Sarà pronto a breve.
Il festival di Spello sarà una interessante occasione di incontro. Il ruolo svolto dalle manifestazioni festivaliere è lodevole ai fini della diffusione della conoscenza delle proposte cinematografiche più varie, soprattutto in un periodo in cui la carenza di sale cinematografiche e la massificazione dell’offerta riducono gli spazi destinabili alle scoperte più innovative e originali. Naturalmente è necessario un coordinamento fra le varie manifestazioni, sia a livello tematico che di calendario. Ed è anche necessario rilevare l’effettiva risposta del pubblico a queste iniziative, correggendo — ad opera degli stessi interessati – eventuali carenze di efficacia. A proposito di festival, stiamo preparando l’edizione 2022 dell’Umbria Cinema Festival. Saremo di nuovo a Todi e presto annunceremo date e ospiti. 

 

 


Ci sarà presto una nuova sede istituzionale per Umbria Film Commission?
Attualmente siamo nella sede regionale di via Angeloni ma dovremmo spostarci presto in Corso Vannucci, dove potremo ospitare una struttura più articolata finalizzata ad assolvere al nostro compito, che non è solo quello di attrarre investimenti ma anche di coordinare, supportare e comunicare tutte le attività legate all’audiovisivo che hanno luogo nella regione.