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Perugia, 21enne sequestrato e minacciato per un debito di droga: in manette due giovani

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Fra. Mar.
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Nelle foto inviate alla mamma per chiedere denaro per liberarlo, il 21enne era legato mani e piedi e tenuto inginocchiato per terra, in un campo, di notte. Scatti agghiaccianti. Che hanno fatto correre il padre del giovane dai carabinieri di Ponte di San Giovanni a chiedere aiuto perché al telefono della moglie erano arrivate quelle fotografie terrificanti del figlio tenuto prigioniero da qualcuno. Qualcuno che da quella famiglia voleva 12 mila euro. Alla donna lo ha scritto lo stesso ragazzo. Le ha scritto da messenger di trovarsi in pericolo e di reperire prima possibile 12 mila euro che sarebbero servite per la sua liberazione. Perché due uomini lo tenevano sequestrato e lo minacciavano di fargli del male se non qualcuno non avesse loro consegnato quella somma. La donna non sapeva come trovare tutti quei soldi in poco tempo, ma le persone che tenevano sotto scacco il figlio le dissero che almeno doveva portare loro 9 mila euro. Il padre, in preda alla disperazione aveva chiesto aiuto ai carabinieri della Stazione di Ponte San Giovanni alla guida del comandante Mirko Fringuello. E, mentre i militari cercavano di localizzare dove stesse avvenendo tutto, il ragazzo inviava dei messaggi vocali alla fidanzata chiedendo di non avvisare le forze dell’ordine. Mentre loro lo cercavano poi, dopo qualche ora, il ragazzo è stato liberato nei pressi di un centro commerciale. Lo spaventoso episodio è accaduto nella notte tra il 5 e il 6 gennaio scorso. Ma il sequestratore del 21enne non era una persona a lui sconosciuta. Anzi. Ed è uno dei due che adesso sono finiti in carcere in esecuzione di un’ordinanza cautelare emessa dal gip di Perugia, Valerio D’Andria su richiesta della Procura di Perugia di Raffaele Cantone. 

 

 


Per ricostruire la complicata vicenda bisogna partire dall’antecedente: una partita di droga non pagata. Nello specifico, un amico del 21enne - un ragazzo perugino di buona famiglia - acquista dell’hashish da un 25enne di Assisi (l’altro odierno arrestato) ma non la paga. Il 25enne se la prende da subito con il 21enne perugino ritenendolo responsabile del mancato pagamento. Lo minaccia con una pistola - detenuta illegalmente -, fa saltare in aria con una bomba carta una panchina vicino casa sua, e lo costringe a consegnargli 1.500 euro. Ma per lui non è ancora abbastanza. Vuole che il 21enne gli procuri un ulteriore acquisto di stupefacente da qualcun altro. E allora il giovane fa da tramite e organizza un’altra grossa cessione. E’ il 5 gennaio: un 27enne residente a Perugia (ora finito in carcere) consegna due chili di hashish al 25enne di Assisi. Allo scambio è presente anche il 21enne. Ed è proprio in quel momento che il 27enne - e un complice ancora in corso di identificazione - sequestrano il più giovane. Lo fanno perché il 25enne assisano scappa senza dargli una lira. Ed è lì che iniziano le ore di incubo vissute dalla sua famiglia.

 

 

Poi l’intervento dei carabinieri e le indagini che scattano nell'immediato. Gli inquirenti hanno dalla loro una enorme quantità di interazioni social o tramite telefoni. Non tutti i protagonisti sono sconosciuti, anzi, i due arrestati sono anche noti alle forze dell’ordine per dei precedenti. Ad ogni modo, nel giro di qualche settimana vengono ricostruiti ruoli e responsabilità e venerdì mattina sono scattati gli arresti. A casa del 27enne perugino - difeso dall’avvocato Franco Libori - e del 25enne assisano - assistito dagli avvocati Daniela Paccoi e Guido Rondoni - hanno bussato i militari della Stazione di Ponte San Giovanni, i colleghi della sezione primo intervento della Compagnia di Perugia e quelli del Nucleo Cinofili di Firenze. Durante le perquisizioni a casa del 25enne di Assisi sono state rinvenute 10 bombe carta. Mentre a casa del 27enne i militari hanno sequestrato hashish e marijuana, episodio questo per cui i carabinieri hanno proceduto con l’arresto in flagranza. I due arrestati compariranno dal giudice domani mattina.