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Terni, alimentari etnico trovato con 42 chili di cibo avariato: maxi sanzioni

Maria Luce Schillaci
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Quarantadue chili di cibo scaduto o mal conservato, ma anche carni al banco macelleria ma senza alcuna autorizzazione. Sanzioni pesanti per oltre 17 mila euro elevate dai carabinieri nei confronti di un negozio etnico di viale Brin ai danni del titolare, un cittadino rumeno.

Il blitz con i controlli è di mercoledì 16 febbraio 2022 ed ha visto impegnati congiuntamente i militari dell’Arma di Terni, del Nas e del Nucleo ispettorato del lavoro. Le irregolarità sono state diverse tanto che i carabinieri hanno deciso di sospendere l’attività del negozio. Non pochi problemi dunque per il titolare che è stato denunciato a piede libero per la mancata redazione del documento di valutazione rischi e la mancata nomina del responsabile per il servizio di prevenzione dei lavoratori. E non è tutto: infatti il negoziante utilizzava due lavoratori irregolari e non aveva, al pari di un dipendente, il green pass.

 

L’uomo, che dopo aver sanato l’oggetto della contravvenzione penale dovrà pagare una ammenda pari a 5.500 euro, è stato sanzionato a livello amministrativo per aver utilizzato i due lavoratori irregolari con una multa complessiva pari a 6.100 euro, a cui si aggiungono i 3.000 euro per il cibo scaduto e i 1.200 euro per l’accesso sul luogo di lavoro senza green pass.

Prosegue intensa e mirata quindi l’attività dei carabinieri, con l’obiettivo di frenare i fenomeni dello sfruttamento del lavoro nero, della mancata sicurezza sui luoghi di lavoro e per verificare la corretta applicazione del protocollo Covid-19.

 

Nel corso dei controlli è finito nei guai anche il titolare di un altro negozio rumeno in viale Curio Dentato: è stato denunciato a piede libero perché aveva montato il sistema di videosorveglianza all’interno dell’attività, senza avere alcuna autorizzazione all’installazione e al funzionamento. Non è la prima volta che i militari stangano i negozianti etnici per le numerose irregolarità: pochi mesi fa in un negozio di frutta e verdura era stata riscontrata la mancata indicazione della provenienza e categoria dei prodotti ortofrutticoli, la mancata attuazione delle procedure di autocontrollo, la mancata certificazione della corresponsione della retribuzione ai dipendenti e, infine, anche la mancata applicazione delle misure di informazione e di prevenzione al rischio epidemiologico Covid-19. Pesanti le sanzioni amministrative elevate a carico del titolare, per un ammontare complessivo di circa 40 mila euro. Gli accertamenti sono destinati a proseguire anche nei prossimi giorni.