Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Perugia, le monache Clarisse lasciano Todi dopo 794 anni: saranno trasferite

Tommaso Marconi
  • a
  • a
  • a

La secolarizzazione del Vecchio Continente e, in particolare, dell’Italia colpisce, da vicino, anche Todi. Le ultime notizie in questo senso arrivano dallo storico monastero delle Clarisse, dove quello che sta per arrivare sarà l’ultimo fine settimana che le monache trascorreranno in città, saranno poi collocate in altra sede. Al momento, nel monastero risultano abitare due monache, che, molto dispiaciute, tra pochi giorni lasceranno la struttura. Non saranno trasferite nello stesso luogo, ma tra il monastero di Sant’Erminio di Perugia e un’altra sede nella zona di Terni.

La notizia è stata un fulmine a ciel sereno per la città, considerando che le prime tracce di presenza delle Clarisse a Todi risalgono all’epoca medievale: correva l’anno 1228, quando il cardinale Rainaldo inviò una circolare a ventiquattro monasteri di “povere dame” e, tra questi, c’era anche quello di Todi. All’epoca, Santa Chiara aveva trentaquattro anni e San Francesco aveva lasciato le nostre terre da due. Dati alla mano, l’ordine delle Clarisse è attivo nel tuderte da quasi ottocento anni: da Montesanto, prima sede, le monache vennero trasferite dentro le mura, presso il monastero di San Francesco, che, però, dopo quarant’anni divenne inagibile a causa dei continui smottamenti del terreno. Le Clarisse, allora, vennero trasferite nell’attuale monastero in Borgo Nuovo, fino al ritorno a San Francesco, dove le monache hanno fissa dimora dal 1598 e vivono secondo la Regola di Santa Chiara.

La storia delle Clarisse di Todi giunge dunque al termine, con un finale piuttosto amaro, dopo 794 anni di continua e ininterrotta attività. Ma, quello delle devote a Santa Chiara, non è il primo monastero che viene abbandonato: già nel 2016, a Todi, a essere trasferite furono le monache dell’Ordine di San Filippo. Una perdita culturale, quindi, alla quale segue anche una perdita di fede, dato che molti cittadini sono a oggi legati ai diversi ordini monacali di Todi e che vedevano, in essi, un punto fermo di appoggio e uno spiraglio di luce. Va anche detto che siamo in un momento di cambio d’epoca, in cui la ridisegnazione delle sedi conventuali, delle Parrocchie e delle rispettive Unità Pastorali non può non risentire del calo di fede e del ruolo che la religione, cristiana e non solo, ha nella vita delle persone.