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Osservatorio Confimprese: a gennaio in Umbria calo dei consumi superiore alla media nazionale

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Alessandro Antonini
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Crollano più della media delle altre regioni i consumi di mercato in Umbria nel mese di gennaio 2022 rispetto allo stesso mese del 2020, quando non c’era ancora il Covid. 
E’ quanto risulta dal report dell’Osservatorio Confimprese-Ey, che monitora i settori della ristorazione, dell’abbigliamento e della vendita al dettaglio non alimentare. L’indagine tocca 17 regioni (escluse Valle D’Aosta, Molise e Basilicata) e l’Umbria fa registrare un -27,5% contro un -25,1% nazionale e -23% del Centro. Il Cuore verde si avvicina ai numeri dell’area con il calo più accentuato, quella del Nord Est (-28,3%). Peggio dell’Umbria fanno Toscana (-27,6%), Trentino Alto Adige (-27,8%), Piemonte (-27,9%), Marche (-30,4%) e Veneto (-30,7%).


Il dato sui consumi degli ultimi 12 mesi (rispetto a febbraio 2019 e gennaio 2020) si attesta a -26,5% contro un totale nazionale del -19,9%. Sulla tendenza positiva complessiva italiana registrata invece tra gennaio 2021 e gennaio 2022 (+31%) la nostra regione si ferma al 22%.
Secondo Mario Maiocchi, direttore del Centro studi retail Confimprese, “il mese a livello nazionale chiude a -25,1% e mostra la debolezza della ripresa, circoscritta all’ultimo trimestre 2021. A gennaio è avvenuto un cambio di passo a causa dei fattori congiunturali che impattano sulle decisioni di acquisto delle famiglie e sui conti delle imprese. A incidere maggiormente sull’andamento dei consumi è il settore abbigliamento-accessori, che ha imboccato un trend preoccupante. I saldi, partiti male, non hanno fatto recuperare il terreno perso. Recrudescenza della pandemia, inflazione e caro energia hanno impattato negativamente sulla stabilità dell’economia, gelando la propensione all’acquisto dei consumatori”. Se questo è vero in tutta Italia, stando a questi indicatori, vale di più per l’Umbria, dove il picco dei contagi si è concentrato a fine dicembre e nella prima parte del mese - causa Omicron - anticipando il dato nazionale e con numeri più consistenti in termini di nuovi contagiati (ma con minore impatto sulle ospedalizzazioni e le terapie intensive rispetto a tutto il resto della nazione, fattori che hanno sempre garantito la zona bianca).

Il primo mese del 2022 “ha subito in tutta Italia la forte ascesa dei contagi che ha influito particolarmente sulle occasioni di consumo e spesa. Gli ultimi 24 mesi di pandemia hanno trasformato in maniera strutturale le abitudini di consumo degli italiani, che hanno ridotto la spesa per abbigliamento e ristorazione a favore di altri beni come quelli per la casa. È infatti significativo che la spesa per quest’ultima categoria sia rimasta stabile negli ultimi due anni”, conclude Stefano Vittucci di Ey.