Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Orvieto, ambulatorio dentistico chiuso all'ospedale Santa Maria della Stella

Davide Pompei
  • a
  • a
  • a

“Ho già avuto contatti con l'Usl Umbria 2 e mi è stato assicurato che il servizio verrà riattivato in tempi rapidi”.

Lo assicura il sindaco e assessore alla Sanità di Orvieto, in provincia di Terni, Roberta Tardani, di fronte alle continue segnalazioni relative al ripristino del funzionamento dell'ambulatorio dentistico del distretto sanitario.

“Non si tratta di una semplice poltrona – ha detto il primo cittadino – ma dell'acquisto del cosiddetto riunito odontoiatrico per il quale la Usl ha già fatto il bando di gara”.

 

Bipartisan le sollecitazioni giunte sia sul finire del 2021 da Beatrice Casasole, quando ancora sedeva sui banchi consiliari di Fratelli d'Italia prima di confluire nel Gruppo misto, che più di recente da parte dell'ex sindaco, Giuseppe Germani.

“Dal momento che al Santa Maria della Stella – ha detto quest'ultimo, oggi capogruppo di Orvieto Civica e Riformista, in occasione della prima seduta del consiglio comunale dell'anno – il servizio dentistico non c'è più, gli utenti sono costretti a recarsi presso altre strutture dell'Usl. Chiedo, quindi, al sindaco di farsene carico dato che si tratta di un servizio molto utile ed utilizzato dai giovani e dalle famiglie meno abbienti che hanno delle difficoltà”.

“Il problema – ha spiegato Tardani – riguarda l’acquisto di questo riunito odontoiatrico, le cui procedure sono state avviate, ma che purtroppo hanno richiesto tempi più lunghi”.

 

Sulla scorta delle nuove sollecitazioni si confida, però, che entro il mese sia tutto risolto. A tenere banco, intanto, è anche il futuro dell'ex ospedale di piazza Duomo destinato ad ospitare la Casa di comunità così come discusso anche in sede di assemblea dei sindaci dell'ambito sociale 12 in occasione dell'esame del Piano sanitario regionale 2021-2025 pre-adotttato dalla giunta regionale. Nuove critiche giungono dall'associazione PrometeOrvieto secondo cui “si attappa il buco aperto dalla mancata vendita dell’ex ospedale da parte della Regione e si apre una falla enorme, perché l’ex mensa della Piave, destinata a casa della salute con tanto di finanziamento e convenzione tra enti e già dal 2017 oggetto di progettazione per la destinazione sanitaria, sarà di nuovo senza finalizzazione”.

“Una decisione che riorganizza il centro storico e sacrifica 40 mila utenti della Casa di comunità – commentano – richiede almeno il coinvolgimento dei cittadini, costringendoli a cercare servizi alla salute nel luogo di Orvieto più difficile da raggiungere”.