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Nodino di Perugia, diffida degli ambientalisti contro la Regione per i carotaggi

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Alessandro Antonini
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Contro l’ok della Regione ai primi carotaggi per la galleria del Nodino stradale di Perugia (la prima tranche del Nodo, tra Collestrada e Madonna del Piano) arriva la diffida degli ambientalisti. Già scritta: va solo depositata. Ne sono promotori Wwf e Italia nostra Perugia, per mezzo dell’avvocato Valeria Passeri. L’atto mette all’indice tutta la realizzazione dell’infrastruttura. Le due associazioni (presenti nel comitato Sciogliamo il Nodo insieme ad altri 24 enti) “contestano questo modo di procedere della Regione, che opera in tutta fretta, senza alcuna partecipazione dei portatori d'interessi diffusi, al fine unico di derogare alla normativa nazionale e comunitaria, in materia di biodiversità e protezione ambientale”.

Secondo Passeri “non è possibile realizzare il Nodino, senza la preventiva valutazione d'impatto ambientale su tutto il tracciato del Nodo, onde evitare frazionamenti procedimentali, inammissibili per consolidata giurisprudenza. La Valutazione d'impatto ambientale è infatti da rifare, per il tempo ormai decorso dalla delibera Cipe del 2006 e, quindi, per l'intervenuta modifica dello stato dei luoghi, sotto il profilo urbanistico, commerciale, agricolo-paesaggistico, con particolare riferimento all'area interessata dal Nodino. Assolutamente inderogabile è la verifica d'incidenza ambientale per la presenza dei due siti di interesse comunitario: Ansa degli Ornari e Bosco di San Francesco. Siamo, inoltre, in un'area archeologicamente indiziata, che impone il parere della Soprintendenza già nella fase delle indagini geognostiche”.

“Come associazioni - fa sapere Passeri - ci stiamo già muovendo per tutelare il nostro territorio, con una diffida alla Regione da spedire anche ai Ministeri e alle Procure, per quanto sarà di loro competenza”. Nell’atto si specifica che “la procedura di screening per la Vinca, cui fa riferimento la Regione Umbria, con propria nota del 3 febbraio 2022 , è del tutto illegittima, perché diretta a sanare ex post gli impatti provocati dalle indagini geognostiche e dal monitoraggio geotecnico per la progettazione definitiva, ad opera di Anas, in difetto della preventiva valutazione d’incidenza ambientale. Una Vinca postuma è abnorme, non contemplata da alcuna norma”.