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Turismo in Umbria, Aur: "Con progetto su Burri possibili 10 milioni di visitatori l'anno"

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Alessandro Antonini
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Un progetto su Alberto Burri che coniughi arte contemporanea e turismo, così da valorizzare una volta di più il brand “Cuore verde dell’Umbria” e rendere realizzabile l’obiettivo dei 10 milioni di turisti (presenze) in un solo anno. E’ quanto propone uno studio analitico dell’Aur (Agenzia Umbria ricerche) a firma Giuseppe Coco, che prende le mosse dai dati turistici umbri registrati tra un’ondata pandemica e l’altra. Cifre da record. “Nel periodo luglio-ottobre il turismo umbro - scrive Coco - ha fatto segnare, in termini di arrivi e presenze complessive, il record assoluto degli ultimi anni: rispettivamente circa 1,59 mln e 3,28 mln. In particolare, la cosa che salta agli occhi è che le presenze da agosto a ottobre 2021 hanno fatto registrare un record assoluto dei flussi rispetto ai corrispondenti mesi degli otto anni precedenti. E, rispetto al 2019: agosto è cresciuto del 19,4%, settembre è cresciuto del’11%, ottobre del 4,2%”.

Buona parte del merito secondo Coco è della campagna di comunicazione estiva (“Io amo il mare dell’Umbria”) ideata da Armando Testa e anche di quella invernale anche se la recrudescenza del virus l’ha in parte smorzata. Il 14 novembre 2021 - annota il ricercatore Aur - “è partita una nuova campagna promozionale per il periodo invernale il cui claim è: ‘Cosa sarebbe l’uomo senza il suo cuore? Sarebbe l’Italia senza Umbria’. Questa nuova campagna, però, si è inserita in un contesto dove purtroppo la pandemia è tornata a mordere sui fianchi, rimandando in affanno nuovamente il settore turistico”. Come considerazione a margine, Coco evidenzia che “il periodo che stiamo vivendo non è affatto semplice, ma bisognerebbe approfittare proprio di questi momenti per cercare di mettere a punto quelle strategie potenzialmente utili a valorizzare al meglio lo scrigno Umbria per quando si tornerà alla normalità”. E’ questo il momento di progettare per il futuro. “Se un territorio sa rappresentarsi può ambire a conquistare quote aggiuntive di nuovi turisti” è l’analisi di Coco. Soprattutto sfruttando un mondo fino ad oggi inesplorato come quello dell’arte contemporanea che vede in Burri uno dei fondatori.

“Il pittore dei sacchi, delle plastiche, dei cretti ha contribuito, al pari di artisti del calibro di Lucio Fontana o Jackson Pollock – giusto per fare un paio di nomi – ad una nuova idea di arte che ha operato rispetto al passato un vero e proprio salto di pagina, di paradigma, di linguaggio. Da questa preziosa eredità l’Umbria potrebbe trarre più linfa, nella consapevolezza che ci sarebbe bisogno di costruire nuovi ponti culturali tra un passato glorioso e un futuro che assomiglia per molti aspetti ad una tela bianca tutta ancora da dipingere”, conclude l’analista dell’Aur. Con un progetto organico su Burri per attrarre visitatori da tutto il mondo e un potenziamento dei collegamenti aerei i 10 milioni di turisti sono sì un traguardo “ambizioso”, lo definisce Coco, ma alla portata dell’Umbria.