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Superbonus in Umbria, in sei mesi triplicati gli interventi. Ma ora si teme la stretta sul credito

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Il Superbonus accelera ma la stretta sui crediti rischia di paralizzare tutto. I numeri ufficializzati nel portale dell’Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) confermano che in sei mesi sono quasi triplicate le asseverazioni, ossia le attestazioni che certificano la conformità dell’intervento ai requisiti richiesti. Erano 667 lo scorso agosto, sono 1.772 al 31 gennaio di quest’anno. Solo nell’ultimo mese (dicembre 2021- gennaio 2022) sono 186 in più. Il totale degli investimenti ammessi a detrazione, al 31 gennaio, supera i 312 milioni di euro. Le maggiori richieste di intervento sono rivolte agli edifici unifamiliari (850) per un importo complessivo di oltre 91 milioni. Seguono le unità immobiliari indipendenti (565) per lavori che sfiorano i 56 milioni e infine i condomini: 357 le richieste per 165 milioni e qualche spicciolo. Ma adesso la nuova regola introdotta dalla Legge di bilancio che prevede una sola cessione dei crediti legati ai bonus edilizi rischia di provocare il caos.

 

 

 

 

 

“Lo stop alle cessioni successive alla prima introdotto per contrastare le frodi nel settore - evidenzia Livio Farina, coordinatore della Rete delle professioni tecniche dell’Umbria - potrebbe avere ricadute sull’entità degli investimenti futuri nel settore e quindi determinare un importante calo di interventi mettendo in crisi l’intera filiera del bonus”. A questo problema vanno aggiunti quelli che la Rete, insieme all’Ordine dei geometri della regione, denuncia da tempo: “L’applicazione del Superbonus rimane complessa e complicata sotto quasi tutti i diversi profili: procedurale, tecnico amministrativo, economico finanziario. Ma anche sotto il profilo delle responsabilità e poi in fase di realizzazione, rendicontazione e successivo controllo”. Oggi, per poter realizzare un intervento edilizio con Superbonus, i professionisti incaricati dal committente, sono chiamati a dichiarare, certificare, asseverare e anche garantire con una polizza assicurativa ad hoc i propri clienti e il bilancio dello Stato del risarcimento dei danni eventualmente provocati dall’attività prestata.

 

 

 

 

“I professionisti sono disposti a svolgere il ruolo loro affidato per una semplificazione reale trasparente e, quindi, a certificare, assumendosi le connesse responsabilità civili e penali legate alle proprie attività - rimarca Farina - E’ chiaro, però, che la mancanza di un quadro di riferimento normativo certo, uniforme e stabile, a livello nazionale e regionale, come anche la poca chiarezza su regole e procedure di controllo futuro rappresentino dei deterrenti”. Che insieme alla stretta al credito, possono trasformarsi nei principali responsabili della riduzione della velocità di decollo degli interventi e della stasi, in generale, del mercato edilizio.