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Umbria, sono 146 i beni confiscati alle mafie. Libera: "Serve più attenzione"

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In Umbria ci sono 146 beni sequestrati alle mafie, 45 che sono stati già confiscati e destinati a nuovo uso e dati in gestione a enti e associazioni, mentre altri 101 ancora in gestione dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e nei prossimi anni verranno dati in gestione al territorio.
A portare alla luce il dato è Libera Umbria che, in una nota, plaude all’ultima operazione di polizia in cui sono stati sequestrati 8 milioni di beni a personaggi residenti nel perugino e ritenuti affiliati o comunque contigui alle cosche del crotonese. 

 

“I nuovi ingenti sequestri disposti sul nostro territorio dalla procura di Catanzaro, in collaborazione con le questure di Crotone e di Perugia , dimostrano ancora una volta l'urgenza di una piena presa di coscienza da parte della società umbra sulla pervasività dell'aggressione mafiosa soprattutto al tessuto economico locale”. Lo scrive in una nota il coordinamento Renata Fonte di Libera Umbria all'indomani delle nuove misure di prevenzione emesse dall'autorità giudiziaria nel prosieguo dell'inchiesta Infectio contro un’organizzazione criminale legata – secondo l'accusa – alla cosca Trapasso di San Leonardo di Cutro in provincia di Crotone

 

“Da sempre come Libera siamo impegnati in attività di formazione e informazione rispetto alle dinamiche mafiose sul territorio umbro – sta scritto nella nota dell'associazione – e il fenomeno dei sequestri e delle confische di beni, insieme a quello delle interdittive antimafia, rappresenta il più importante indicatore di una ormai consolidata e mai interrotta pressione delle consorterie mafiose sul nostro tessuto economico e sociale”. 
E infatti, da Libera spiegano appunto che ad oggi in Umbria, accanto ai 45 beni confiscati e destinati (cioè già assegnati ad enti locali o ad altre istituzioni), ce ne sono 101 in gestione, quindi ancora in carico all'Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, ma che saranno nei prossimi anni affidati al territorio. “Si tratta di una sfida importante per l'Umbria – sottolineano ancora da Libera – perché essa, accanto all'azione della magistratura delle forze dell'ordine, rappresenta la risposta congiunta dello Stato e della società civile all'aggressione mafiosa”. Ma per gli esponenti di Libera, l'attenzione rispetto al recupero e riutilizzo dei beni confiscati in Umbria è ancora troppo bassa. “Ne sono dimostrazione alcune situazioni mai sbloccate – denuncia l'associazione - come quella di Pietralunga (dove da troppi anni si attende l'avvio di un progetto di riutilizzo sociale) e quella di Acquasparta, dove intoppi burocratici stanno impedendo la realizzazione un bel progetto di edilizia sociale negli appartamenti confiscati. Visto che, come dimostra questa ennesima importante operazione, i beni confiscati alle mafie continueranno a crescere – conclude l'associazione – pensiamo che sia importante accrescere trasparenza (solo il 14% dei Comuni nella nostra regione pubblica l’elenco dei beni confiscati sul proprio sito internet) e consapevolezza. La nostra proposta è dunque quella di avviare un monitoraggio costante e partecipato, attraverso gli strumenti che abbiamo (commissione e osservatorio regionali antimafia), sul modello di quanto recentemente fatto dal Comune di Roma”. Se i beni recentemente sequestrati verranno po confiscati andranno ad allungare le fila di quelli ancora a cui dare una seconda vita dopo l’utilizzo delle mafie.