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Lavoro in Umbria, Confimi: 8 aziende su 10 non trovano manodopera specializzata

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 L’operaio specializzato è diventato una rarità e le aziende se lo contendono quando ancora è tra i banchi di scuola. “Ancor prima del diploma per molti ragazzi che frequentano gli istituti tecnici o professionali arriva la proposta di lavoro”, conferma Nicola Angelini, presidente regionale di Confimi, l’associazione che raccoglie le piccole e medie imprese del manifatturiero. “Secondo le nostre stime, 8 aziende su 10 non riescono a trovare le figure che ricercano - evidenzia Angelini -. Sono in difficoltà, in particolare, i settori della metalmeccanica, dell’edilizia e della ceramica. In parte anche il comparto del tessile ma qui la situazione è piuttosto variegata perché le imprese che non hanno saputo rinnovarsi rischiano, invece, di rimanere sopraffatte dalla crisi”. L’Umbria è tra le regioni italiane in cui si evidenziano le maggiori difficoltà di reperimento della manodopera specializzata anche secondo il Bollettino annuale del Sistema Excelsior realizzato da Unioncamere e Anpal, l’Agenzia per il lavoro. Le assunzioni programmate aumentano (13.460 quelle previste nel territorio regionale nel primo trimestre 2022, 3.450 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) ma alcuni profili stanno diventando sempre meno reperibili come saldatori, falegnami, meccanici collaudatori, installatori. Nonostante questo, i numeri relativi alle iscrizioni nelle scuole medie secondarie confermano la preminenza dei licei, scelti da sei ragazzi umbri su dieci. 

 

 

 

 

"Permane nelle famiglie una certa cultura secondo cui solo il colletto bianco è prestigioso - spiega Angelini - Invece il mercato del lavoro è completamente cambiato rispetto a 20, 30 anni fa. L’operaio specializzato non è più quello con la tuta blu e le mani sporche di grasso, la metalmeccanica lavora con macchine a controllo numerico e gli addetti spesso stanno in azienda con il camice bianco. Per non parlare del loro stipendio che spesso e volentieri supera quello di un insegnante. Chi è bravo e sa fare il suo mestiere, inoltre, può tranquillamente aspirare a un avanzamento di carriera”. E’ per spiegare tutto questo ai ragazzi che Confimi ha deciso di entrare nelle scuole dell’Umbria.

 

 

 

Il presidente Angelini seguirà personalmente il progetto: si comincia domani con le prime e seconde classi dell’Istituto Polo-Bonghi di Assisi per poi proseguire con il Volta di Perugia e via via in molti altri plessi della regione. Per gli studenti del terzo e quarto, invece, si pensa a stage in azienda. “Consideriamo fondamentale e strategica la collaborazione con le scuole - spiega Angelini - perché questi giovani rappresentano il futuro e se anche riuscissimo a far sboccare un solo seme, sarà comunque un successo”.