Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Perugia, scarico non autorizzato di acque industriali nel Tevere: sequestro alle distillerie

Alessandro Antonini
  • a
  • a
  • a

Ancora un’indagine e un sequestro a carico della distilleria di Ponte Valleceppi. Nonostante sia arrivato il fallimento e la produzione risulti bloccata da mesi, prosegue l’attività della Procura. Il 4 gennaio sono scattati i sigilli ad punto di scarico sul Tevere. Questo perché, è scritto negli atti giudiziari, il 30 marzo 2021 è stato “effettuato uno scarico di acque reflue industriali in acque superficiali non autorizzato”.


La contestazione ipotizzata è la violazione del codice dell’ambiente, che configura una fattispecie penale. Guido Bacino, avvocato degli amministratori della società finita in procedura fallimentare, ha presentato ricorso al Riesame.
Il gip Angela Avila ha accolto la richiesta di sequestro preventivo avanzata dalla Procura di Perugia perché “vi è il fondato timore che la libera disponibilità dello scarico da parte degli indagati possa aggravare e comunque procrastinare le conseguenze del reato commesso”. Reato che, secondo il giudice per le indagini preliminari, “ha natura permanente in quanto si consuma fino al rilascio dell’autorizzazione o alla cessazione dello scarico”. 


Nel fascicolo si contesta anche la violazione “dei valori limite di emissione per il parametro Cov (composti organici volatili) come emerso nel rapporto prova di Arpa del 27 marzo scorso”. 
Un superamento di quasi tre volte il limite: 140 milligrammi per metro cubo contro la soglia di 50. I Cov ricomprendono gli alcooli ma anche gli idrocarburi alifatici, aromatici e clorurati, aldeidi, terpeni, esteri e chetoni. 
Da novembre 2020 al marzo 2021 la Procura, riportando sempre dati Arpa, rileva “il superamento dei valori limite delle emissioni per il parametro polveri”. Su un tetto di 62,5 milligrammi si è arrivati, il 31 marzo scorso, a 161,7.