Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Terni: CdA dell'Ast, Arvedi vuole che siano presenti due rappresentanti dei lavoratori

Giorgio Palenga
  • a
  • a
  • a

Per gli incontri istituzionali ci sarà tempo, anche se il filo diretto con i vertici degli enti locali, in primis Regione Umbria e Comune di Terni, in pratica non si è mai interrotto, sebbene con tutte le cautele legate a una trattativa sulla quale erano accesi i riflettori della Comunità Europea e dei mercati.

Giovanni Arvedi ha impiegato questi primi giorni trascorsi a Terni, finalmente da proprietario dell’Ast, a compiere sopralluoghi tra i reparti di viale Brin, confrontarsi con dirigenti e responsabili dei vari settori, per cercare di capire quelle che sono le “fondamenta e quanto già costruito” di una casa acquistata già edificata, prima di mettere nero su bianco “i piani superiori”, tanto per restare nella metafora da lui stesso usata in occasione del primo saluto informale ai giornalisti.

 

Primi giorni “sul campo” che si concludono oggi, con altre riunioni tecniche alla mattina, prima del rientro a Cremona, la cui partenza è stata fissata intorno alle 15. Arvedi ha alloggiato in un albergo di San Gemini, ma è sua intenzione trovare una sistemazione stabile in città, visto che almeno fino alla prossima estate ha intenzione di essere presente a Terni tutte le settimane. Un segnale forte di sensibilità, attenzione e, se vogliamo, anche di “passione” per questa nuova sfida.

A dispetto della carta d’identità, che pure recita sotto la voce data di nascita 28 agosto 1937, il cavaliere ha grinta ed entusiasmo da vendere e soprattutto interpreta anche a Terni il suo ruolo di capitano d’industria con le stesse modalità con cui ha sempre condotto la sua attività imprenditoriale, a Cremona come a Trieste, l’ultima acquisizione prima di Terni. Il rapporto con i lavoratori è al primo posto e in questo contesto si inserisce la proposta formulata alle parti sociali, nel pomeriggio di giovedì 3 febbraio 2022..

Due posti nel CdA sono per i rappresentanti sindacali”, ha detto Arvedi, motivando la decisione con la volontà di rendere più trasparente e condivisa la sua gestione. A pensare che  solo una decina di giorni fa, all’Ast era  stato proclamato uno sciopero, per una questione  legata alla mensa.

 

“Non cercate pretesti per scioperare – ha detto il cav – non ammetto azioni che minino la continuità produttiva, non fanno bene a nessuno. Lavoriamo tutti per il bene della fabbrica, pur nel rispetto dei propri ruoli”.

Intanto ieri c’è stata la prima telefonata da proprietario dell’Ast col sindaco, Leonardo Latini. Il quale, a margine, ha rivelato che il patron gli ha parlato di “progettualità importanti e di grande attenzione ai lavoratori, alla fabbrica e al territorio. L’ho trovato molto determinato e fiducioso e, da parte mia, ho confermato piena disponibilità al confronto, che peraltro era già stato avviato informalmente da tempo, come Amministrazione su tutti i temi di comune interesse a cominciare da quelli riguardanti l’ambiente e lo sviluppo occupazionale”.